giovedì 17 settembre 2009

CLASSIFICAZIONE DELLE NORME GIURIDICHE

Norme generali e singolari: Le norme si distinguono per contenuto,per il modo in cui sono poste,per i destinatari. Quindi prendiamo in esame il criterio formale, ossia il criterio che ha a riguardo la struttura logica della proposizione prescrittivi. Distinzione elementare è quella tra proposizioni universali e singolari (in cui il soggetto rappresenta singolo individuo o una classe) e riferita alle norme giuridiche ha duplice applicazione. Ogni proposizione prescrittiva, e quindi anche le norme giuridiche sono formate da due elementi: soggetto (a cui la norma si rivolge) o destinatario, e l’oggetto della prescrizione(azione prescritta). Per interpretare una norma quindi dobbiamo guardare a questi due elementi… soggetto e azione possono presentarsi in norma giuridica sia in forma singolare che universale. In questo modo si ottengono 4 proposizioni giuridiche:
1) prescrizioni con destinatario universale
2) prescrizioni con destinatario singolare
3) prescrizioni con azione universale
4) prescrizioni con azione singolare.
Generalità e astrattezza: Esse ci aiutano a vedere limiti e difetti della dottrina. Infatti questa dottrina è imprecisa perché non chiarisce di solito se i 2 termini siano usati come sinonimi o con significati differenti… d’altro lato è fuorviante poiché lascia credere non vi siano norme giuridiche individuali e concrete. Riteniamo opportuno chiamare generali le norme universali rispetto al destinatario,e astratte quelle universali rispetto all’azione. Così consigliamo di parlare di norme generali per quelle rivolte a ad una classe di persone.. e astratte quando ci troviamo di fronte a norme che regolano un’azione tipo. Alle norme generali si contrappongono quelle individuali,e a quelle astratte le concrete,o detto meglio ordini. Quindi accanto a norme generali e astratte troviamo comandi e ordini. Ritengo che la considerazione di generalità e astrattezza come requisiti essenziali della norma giuridica, abbia origine ideologica, ritengo cioè che dietro a questa teoria vi sia un giudizio di valore..” è bene che le norme giuridiche siano generali e astratte”..per corrispondere all’ideale di giustizia,cioè pensiamo siano più che altro requisiti della norma giusta per cui tutti gli uomini sono uguali.La prescrizione generale ha quindi per fine l’uguaglianza. ”LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI” è la generalità delle norme, cioè il fatto che esse si rivolgono alla totalità dei cittadini, o ad un tipo astratto di operatore nella vita sociale. La prescrizione astratta ha anche il fine della certezza,ossia la determinazione degli effetti che l’ordinamento giuridico attribuisce ad un dato comportamento,in modo che il cittadino sia in grado di sapere in anticipo le conseguenze delle proprie azioni. LA GENERALITA DELLA NORMA E’ GARANZIA DI UGUAGLIANZA..E L’ASTRATTEZZA DI CERTEZZA. Bisogna ci siano norme concrete per attuare le astratte. Nella realtà combinandosi i 4 requisiti di generalità,astrattezza,individualità e concretezza,le norme giuridiche possono essere di 4 tipi.
Norme affermative e negative:
Tutti gli uomini sono mortali
Tutti gli uomini non sono mortali
o limitare l’universalità: non tutti gli uomini sono mortali.
possiamo negare insieme universalmente e neghiamo l’universalità: non tutti gli uomini non sono mortali.. ovvero alcuni uomini sono mortali. Per indicare queste 4 proposizioni usiamo i termini latini di: omnis, nullus, non omnis, nonnullus. La seconda è il contrario della prima;la terza è la contraddittoria della prima e la quarta è la contraddittoria della seconda. Ogni proposizione ha la sua contraria e la sua contraddittoria. Due proposizioni si dicono contrarie quando non possono essere entrambe vere,ma entrambe false; contraddittorie quando non possono essere né entrambe vere né entrambe false; subcontrarie quando possono essere entrambe vere, ma non entrambe false; subalterne quando la verità della prima si può dedurre dalla verità della seconda,ma non viceversa. Tra due contrari vi è rapporto di incompatibilità,tra due contraddittori di alternativa,tra due subcontrari di disgiunzione,tra il subalternante e il subalternato di implicazione. Per applicare ciò alle prescrittive, partiamo da un’affermativa universale e col diverso uso del segno non otteniamo altri 3 tipi di prescrizioni:
1— tutti devono fare x ---
2—nessuno deve far x (divieto)
3—non tutti devono fare x (permissiva negativa)
4—nono tutti devono non fare x (permissiva positiva).
Tra obbligo e permesso vi è la differenza di due negazioni. Dal quadrato risulta che le prescrittive affermative e negative(ossia comandi e divieti) sono contrari; le permissive affermative e negative sono subcontrari;mentre comandi e permessi negativi e divieti e permessi positivi son tra loro contraddittori.
Norme categoriche e ipotetiche:Esiste una terza distinzione formale:quella basata sulla forma del discorso. Qui occorre distinguere norme categoriche e ipotetiche. Norma categorica è quella che stabilisce che una certa azione deve esser compiuta; l’ipotetica è quella che stabilisce che una certa azione deve esser compiuta se si verifica una certa condizione. Le ipotetiche possono essere di due tipi a secondo che la sanzione consista nel non raggiungimento del fine desiderato oppure nel raggiungimento di un fine diverso da quello desiderato: le prime son dette strumentali, le seconde finali.

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