"Di Giovanni e Cristaldi" favoriti alle elezioni. Il sindaco uscente Giorgio Macaddino ha espresso alcune impressioni sulla campagna elettorale in vista delle Amministrative del prossimo 6 e 7 giugno. Macaddino ha pronosticato quelle che saranno le modalità di conduzione della competizione che vedrà di fronte quattro candidati sindaci Nicola Cristaldi, Toni Scilla, Vinnuccia Di Giovanni e Peppe Marino. Secondo il Sindaco Uscente, già si evidenziano attacchi personali e strumentali, e crede che sarà una campagna elettorale molto spigolosa». Ha anticipato un pronostico: «Fermo rimanendo così le cose e a qualche giorno dalla scadenza della presentazione delle liste (ore 12 del 13 maggio, ndr), secondo il trend attuale, al ballottaggio arriveranno Vinnuccia Di Giovanni e l’on. Nicola Cristaldi e poi la partita finale sarà tutta da giocare; ad ogni modo - ribadisce - saranno i mazaresi a scegliere liberamente chi guiderà la città dopo di me». [fonte La Sicilia]Intraprendente, dinamico, deciso, comunicativo, vivace, particolarmente adatto al lavoro in staff, spiccate capacità relazionali e organizzative. Problem solver con particolare senso pratico. Attitudini imprenditoriali. Principali Interessi: musica, cinema, auto/moto, elettronica digitale, marketing, cucina, agriturismo.
mercoledì 20 maggio 2009
Pronostico di Macaddino - Amministrative 2009
"Di Giovanni e Cristaldi" favoriti alle elezioni. Il sindaco uscente Giorgio Macaddino ha espresso alcune impressioni sulla campagna elettorale in vista delle Amministrative del prossimo 6 e 7 giugno. Macaddino ha pronosticato quelle che saranno le modalità di conduzione della competizione che vedrà di fronte quattro candidati sindaci Nicola Cristaldi, Toni Scilla, Vinnuccia Di Giovanni e Peppe Marino. Secondo il Sindaco Uscente, già si evidenziano attacchi personali e strumentali, e crede che sarà una campagna elettorale molto spigolosa». Ha anticipato un pronostico: «Fermo rimanendo così le cose e a qualche giorno dalla scadenza della presentazione delle liste (ore 12 del 13 maggio, ndr), secondo il trend attuale, al ballottaggio arriveranno Vinnuccia Di Giovanni e l’on. Nicola Cristaldi e poi la partita finale sarà tutta da giocare; ad ogni modo - ribadisce - saranno i mazaresi a scegliere liberamente chi guiderà la città dopo di me». [fonte La Sicilia]Comunicato Stampa - Luisa Bondì
Dichiarazione dell' on. Nicola Cristaldi, candidato del PDL a Sindaco di Mazara "Cinque liste sostengono la mia candidatura: PDL, Cristaldi Sindaco, Liberi, Insieme per Mazara e la Casa dei Moderati. Sono soddisfatto della qualita' dei candidati che assicurano serieta' politica ed istituzionale al prossimo Consiglio Comunale. Apprendo che ci sono candidati a Sindaco che hanno indicato come Assessori Giulia Adamo e Gianfranco Micciche', forse perche' si vorrebbe proseguire verso la consegna della Citta' non solo a Salemi ma anche a Marsala ed a Palermo. Io ho indicato come assessori persone della nostra Citta', per lavorare per. Mazaresi e non per consegnare la Citta' ad altri. Aprresa questa notizia una cinquantina di Parlamentari del PDL hanno dato la loro disponibilita' a ricoprire la carica di Assessore, fra questi il Ministro Alfano ed una 'carrettata' di altri Ministri e Sottosegretari, e tutti fra quelli che contano in Italia."
Perché mi sono schierata a favore di Nicola Cristaldi Sindaco di Mazara
Chi mi conosce bene sa che, da tanti anni, amo fare politica per passione, scevra di interessi personali e solo per servire i miei cittadini.
La Casa dei Moderati, da me fondata con altri amici, ha aperto le sue porte ai cittadini che non considerano la politica come una agenzia di collocamento per aspiranti sindaci, consiglieri o assessori, ma vedono la Politica come nobile catalizzatore di fermenti culturali, di idee e di passioni, di progetti ambiziosi ma concreti e realizzabili.
Anche se in passato non sono mancate le incomprensioni ed i diversi percorsi politici, ciò che mi ha convinta a sostenere Nicola Cristaldi sindaco di Mazara, con il mio personale contributo e con quello della Casa dei Moderati, è più semplice di quanto si possa immaginare ed è frutto di una analisi politica degli schieramenti materializzatisi in campo per le Amministrative.
Perché, dietro Nicola Cristaldi c’è solo ed esclusivamente il “politico mazarese Nicola Cristaldi” !
Perché, Luisa Bondì ama fare politica e non comprende coloro che, sventolando la bandiera dell’antipolitica, nella realtà usano l’antipolitica quale cavallo di Troia per consolidare la propria posizione di potere nel territorio. Che tradotto con maggiore semplicità significa: “Coloro che fino ad oggi hanno svolto ruoli politici debbono essere marchiati con una nota di demerito e la necessità di archiviarli”.
La Casa dei Moderati ha condiviso il percorso politico di sostenere anche la lista “ INSIEME PER MAZARA” fornendo una propria rosa di candidati al suo interno, al solo fine di raggiungere l’obiettivo primario di eleggere Nicola Cristaldi Sindaco di Mazara.
Sono desiderosa di chiedere ai miei concittadini se hanno mai visto un politico mazarese o uomo di affari e/o titolare di interessi economici mazarese scendere in campo direttamente per sostenere o condizionare la scelta a sindaco della città di Marsala, di Castelvetrano, di Salemi o di Alcamo o di altra città della provincia di Trapani. http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/5221/massimo-russo-antinomie-di-un-progetto-politico
Perché tanti ”forestieri” si scatenano con tanto impeto quando si svolgono le amministrative di Mazara del Vallo ? Perché questa particolare attenzione ?
Sono interessi economici ? Sono interessi politici ? Effettivamente qualche legittimo dubbio mi pervade e credo che lo stesso sia per tutti i mazaresi. Una sola cosa è certa, qualsiasi sia questo interesse non è certo l’interesse generale della comunità mazarese e del suo territorio.
I mazaresi conoscono bene gli schieramenti politici in campo ed i vari personaggi sul palco e dietro le quinte che li sostengono. Ritengo che il Sindaco di Mazara che potrà guidare, sviluppare progetti credibili e realizzabili sia l’Onorevole Cristaldi, sia per la sua consolidata capacità e grande esperienza politica, sia per la dichiarata voglia di rilanciare economicamente e culturalmente la nostra Città dopo tanti anni di scempio amministrativo.
Perchè, Nicola Cristaldi è un mazarese che non sarà condizionato da altri nello svolgimento della politica a favore della sua Città e dei suoi concittadini ed oggi rappresenta l’unica speranza concreta per le future generazioni. Vi pare poco ?
Luisa BONDI’
Chi mi conosce bene sa che, da tanti anni, amo fare politica per passione, scevra di interessi personali e solo per servire i miei cittadini.
La Casa dei Moderati, da me fondata con altri amici, ha aperto le sue porte ai cittadini che non considerano la politica come una agenzia di collocamento per aspiranti sindaci, consiglieri o assessori, ma vedono la Politica come nobile catalizzatore di fermenti culturali, di idee e di passioni, di progetti ambiziosi ma concreti e realizzabili.
Anche se in passato non sono mancate le incomprensioni ed i diversi percorsi politici, ciò che mi ha convinta a sostenere Nicola Cristaldi sindaco di Mazara, con il mio personale contributo e con quello della Casa dei Moderati, è più semplice di quanto si possa immaginare ed è frutto di una analisi politica degli schieramenti materializzatisi in campo per le Amministrative.
Perché, dietro Nicola Cristaldi c’è solo ed esclusivamente il “politico mazarese Nicola Cristaldi” !
Perché, Luisa Bondì ama fare politica e non comprende coloro che, sventolando la bandiera dell’antipolitica, nella realtà usano l’antipolitica quale cavallo di Troia per consolidare la propria posizione di potere nel territorio. Che tradotto con maggiore semplicità significa: “Coloro che fino ad oggi hanno svolto ruoli politici debbono essere marchiati con una nota di demerito e la necessità di archiviarli”.
La Casa dei Moderati ha condiviso il percorso politico di sostenere anche la lista “ INSIEME PER MAZARA” fornendo una propria rosa di candidati al suo interno, al solo fine di raggiungere l’obiettivo primario di eleggere Nicola Cristaldi Sindaco di Mazara.
Sono desiderosa di chiedere ai miei concittadini se hanno mai visto un politico mazarese o uomo di affari e/o titolare di interessi economici mazarese scendere in campo direttamente per sostenere o condizionare la scelta a sindaco della città di Marsala, di Castelvetrano, di Salemi o di Alcamo o di altra città della provincia di Trapani. http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/5221/massimo-russo-antinomie-di-un-progetto-politico
Perché tanti ”forestieri” si scatenano con tanto impeto quando si svolgono le amministrative di Mazara del Vallo ? Perché questa particolare attenzione ?
Sono interessi economici ? Sono interessi politici ? Effettivamente qualche legittimo dubbio mi pervade e credo che lo stesso sia per tutti i mazaresi. Una sola cosa è certa, qualsiasi sia questo interesse non è certo l’interesse generale della comunità mazarese e del suo territorio.
I mazaresi conoscono bene gli schieramenti politici in campo ed i vari personaggi sul palco e dietro le quinte che li sostengono. Ritengo che il Sindaco di Mazara che potrà guidare, sviluppare progetti credibili e realizzabili sia l’Onorevole Cristaldi, sia per la sua consolidata capacità e grande esperienza politica, sia per la dichiarata voglia di rilanciare economicamente e culturalmente la nostra Città dopo tanti anni di scempio amministrativo.
Perchè, Nicola Cristaldi è un mazarese che non sarà condizionato da altri nello svolgimento della politica a favore della sua Città e dei suoi concittadini ed oggi rappresenta l’unica speranza concreta per le future generazioni. Vi pare poco ?
Luisa BONDI’
Elezioni Mazara - Candidato a Sindaco Cristaldi
ELEZIONI DEL 6 7 GIUGNO 2009
PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DEL SINDACO DI MAZARA DEL VALLO
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DEL CANDIDATO A SINDACO NICOLO' CRISTALDI
La prossima Amministrazione Comunale dovrà contribuire alla nascita di un nuovo modello di sviluppo della Città, attraverso il poten
ziamento delle economie tradizionali, come l'agricoltura e la pesca, e la nascita di un sistema di utilizzazione delle risorse artistiche, monumentali, ambientali, urbanistiche ed architettoniche, al fine di proiettare Mazara del Vallo nello spazio di una economia legata allo sviluppo del turismo.L'agricoltura e la pesca restano i capisaldi della nostra economia e l'Amministrazione Comunale dovrà adottare iniziative tendenti a:
• Affermare un primato di qualità dei nostri prodotti agricoli ed ittici, attraverso la tecnica di inserimento nel grande mercato nazionale ed internazionale della nostra produzione;
• La realizzazione di appuntamenti nel nostro territorio legati alla nostre tradizioni agricole e marinare.
• L'Amministrazione si farà promotrice di mostre, sagre, iniziative folkloristiche per la propaganda e inserimento nel mercato della nostra produzione;
• Mazara del Vallo dovrà candidarsi a diventare il punto di riferimento delle altre città siciliane che hanno un'economia similare alla nostra Città. Dovrà essere amplificato il potere contrattuale della nostra Città nei confronti delle Istituzioni preposte alle decisioni politiche riguardanti i due comparti;
• L'Amministrazione Comunale si doterà di uno sportello informativo e di consulenza che sarà denominato "sportello per le politiche agro-alimentari" tendente a fornire agli operatori assistenza ed informazioni sui due importanti polmoni economici;
• Appare necessario che i due comparti si dotino di strutture moderne idonee per una Città primeggiante nelle due attività economiche.
Un mercato ortofrutticolo ed un mercato ittico efficienti sono anche la dimostrazione dell'attenzione che l'Amministrazione vuole riservare all'agricoltura ed alla pesca;
• Il porto peschereccio di Mazara del Vallo dovrà essere dotato di strutture degne di un porto legate ad una delle più importanti flotte pescherecce del Mediterraneo.
Ai due polmoni economici tradizionali dovrà aggiungersi quello dello sviluppo turistico, attraverso una politica sinergica con l'agricoltura e la pesca.
Mazara del Vallo ha una materia prima straordinaria per la nascita di una moderna industria turistica. Il nostro patrimonio artistico, monumentale ed ambientale è poco conosciuto nel mondo, nonostante sia la risultante di varie civiltà che qui si sono succedute. L'Amministrazione dovrà promuovere il nostro patrimonio e dovrà attuare una politica tendente a restituire ai nostri monumenti lo splendore originario. Dovrà essere recuperato il Centro Storico, non soltanto attraverso una politica di sistemazione degli edifici ma anche mediante iniziative tendenti ad incoraggiare il ritorno nella Città antica delle attività artigianali e commerciali.
C'è un problema di sicurezza nella nostra Città che riguarda principalmente il Centro Storico: in tal senso, l'Amministrazione Comunale si muoverà in collaborazione con gli Organi preposti in linea con quanto previsto dalle leggi in vigore, prevedendo un controllo territoriale mediante l'utilizzazione della Polizia Municipale, di volontari, di associazioni di ex appartenenti alle Forze dell'Ordine con protocolli d'intesa con Prefettura ed Organi preposti alla sicurezza dei Cittadini e all'ordine pubblico.
Mazara del Vallo è Città multiculturale e questa considerazione conduce a sviluppare una politica gestionale della Città verso lo sfruttamento di tale condizione. L'immigrazione è un problema se la si vive da problema, può essere una grande risorsa se si ha la capacità di procedere verso un processo di integrazione e di cooperazione tra le diverse culture e tra le diverse comunità. Centro storico e presenza di stranieri possono essere la base di partenza per il raggiungimento di un preciso obiettivo: Mazara piccola grande capitale multiculturale. La multiculturalità potrà essere un veicolo straordinario per mettere in moto un modello culturale ed economico di indubbio interesse.
L'Amministrazione Comunale si farà promotrice della nascita di un mercato interculturale: la nascita di spazi per la produzione e la vendita di prodotti tipici mediterranei, luoghi di ritrovo culturali, ricreativi e folkloristici. Il mercato interculturale costituirà un richiamo di alto livello per i turisti e sarà anche un'occasione di collaborazione con gli operatori commerciali del luogo, a cominciare da quelli residenti ed operanti in centro storico.
I vicoli e le piazze del centro storico dovranno essere restituite alla vivibilità ed al decoro degno di una città di antichi splendori. Per far ciò si dovrà aprire un dialogo pieno con le forze culturali ed imprenditoriali di Mazara del Vallo; si dovranno coinvolgere gli Istituti scolastici, gli artisti, gli artigiani locali, gli operatori turistici, gli esercenti della ristorazione, il mondo della Chiesa e del volontariato. A nulla serve possedere reperti archeologici di grande rilevanza se intorno ad essi non si programma e se non si attua una politica di fruizione turistica, se non si procede alla realizzazione di itinerari turistici e culturali. Si dovrà poter visitare il Satiro e poi immettersi nelle viuzze della Città antica per visitare le testimonianze del nostro passato e per intrattenersi nei locali di accoglienza turistica e commerciale.
Mazara del Vallo dovrà mostrare orgoglio per le proprie risorse ambientali e dovrà utilizzare tali risorse per mostrare agli operatori turistici come dalle nostre parti si intende creare una moderna economia compatibile col rispetto dell'ambiente. Le nostre spiagge dovranno essere oggetto di attenzione non solo del periodo estivo ma dovranno essere fruibili anche in altre stagioni: l'Amministrazione si muoverà sulla strada del controllo e della pulizia attraverso l'utilizzazione di personale interno e del possibile coinvolgimento di manodopera esterna. Gli Interventi mirati alla vivibilità delle zone balneari impongono una precisa politica urbanistica per dotare le aree balneari di spazi attrezzati per attività commerciali, culturali e ricreativi. Il lungomare di Mazara del Vallo dovrà costituire uno dei primi luoghi di intervento della Pubblica Amministrazione. Dovranno essere effettuati i lavori necessari alla restituzione della spiaggia cittadina ai Mazaresi, con l'eliminazione degli inconvenienti derivanti da uno stato igienico-sanitario sicuramente non degno di una Città dalle grandi ambizioni turistiche.
Nella politica di rispetto dell'ambiente va inserito il problema del randagismo, la cui risoluzione può evitare gravi danni all'incolumità dei cittadini. La prossima Amministrazione Comunale deve trovare le risorse per dotare Mazara del Vallo di una adeguata e funzionale struttura per il ricovero e l'assistenza degli animali randagi, in collaborazione con le competenti strutture sanitarie, con le associazioni di volontariato che si interessano di tali problematiche e curando in particolar modo l'affido degli animali ai privati in cambio di un piccolo incentivo economico.
Il problema dell'acqua potabile nella nostra Città rischia di diventare drammatico se non si procederà ad avviare una programmazione tendente ad eliminare le fonti di inquinamento della nostra acqua. Ci vorranno diversi anni per ridare all'acqua del nostro territorio il gusto e la salubrità di un tempo. Per consentire l'avvio di una politica di recupero della potabilità delle nostre acque, bisognerà procedere ad un minore sfruttamento delle nostre falde acquifere ed al contemporaneo avvio di una politica tendente a realizzare adeguati dissalatori ed opportuni sistemi di distribuzione idrica. L'eliminazione delle fonti di inquinamento delle falde acquifere impone anche l'avvio di una seria politica di individuazione ed eliminazione delle numerose discariche di rifiuti presenti nel nostro territorio. Ci sono passi obbligati da compiere per evitare che il nostro territorio venga irrimediabilmente compromesso: fra questi la nascita di un'area per la discarica di "sfabbricidi".
L'attuale strumento urbanistico (PRG) si sta dimostrando inadeguato alle aspettative della popolazione e del mondo imprenditoriale: va rivisto ed aggiornato in modo da ridurre al minimo la pratica delle varianti urbanistiche e da consentire una programmazione dello sviluppo territoriale.
Non si può affermare che la nostra Città sia dotata di strutture degne delle ambizioni di Mazara del Vallo, sia che l'affermazione riguardi gli aspetti culturali, sia che riguardino quelli sportivi, ricreativi e sociali. l'Amministrazione darà grande spazio a questo problema, muovendosi verso il completamento di quelle opere pubbliche da tempo iniziate e mai completate. Si pensi alla "Sopralevata" di collegamento tra l'area portuale e l'autostrada e si pensi al Teatro Garibaldi.
C'è un grande problema che va affrontato con determinazione: quello legato alla presenza della ferrovia che taglia la Città in due e ne blocca lo sviluppo oltre a provocare disagi non più sopportabili: l'Amministrazione comunale attiverà tutti i canali per l'eliminazione di tale barriera.
Occorre un dettagliato intervento per il recupero degli impianti sportivi di Contrada Affacciata trasformandoli in involucri della cittadella dello sport, candidata ad ospitare eventi proporzionati alle ambizioni di una Città rilevante nello sport e ed in ogni pratica agonistica.
L'Amministrazione Comunale dovrà sviluppare una politica di solidarietà e di sostegno alle categorie più deboli, riducendo al minimo la logica del sussidio di sopravvivenza ed introducendo il metodo della fornitura delle opportunità di lavoro anche momentanee. Giovani ed Anziani dovranno essere i destinatari della politica solidaristica comunale. Abbattimento delle barriere burocratiche e facilitazioni per i giovani ad intraprendere iniziative imprenditoriali sono due poli dai quali far partire le iniziative consequenziali di competenza comunale per combattere la disoccupazione. Gli anziani saranno "nobilmente utilizzati" nei servizi sociali e quelli che necessitano di assistenza saranno inseriti in precisi e dettagliati piani di intervento. Analoga strategia sarà utilizzata per la popolazione diversamente abile.
L'Amministrazione comunale non potrà non avere un preciso ruolo nella politica sanitaria, a sostegno dell'ammodernamento delle nostre strutture ospedaliere e di pronto soccorso. Una politica d i collaborazione con le altre Città vicine dovrà avviare un processo di efficienza delle nostre strutture sanitarie, con l'ambizione di scoraggiare i cittadini a rivolgersi a strutture lontane dalle nostre Città.
Per affrontare i prossimi anni con i mezzi adeguati, bisognerà partire dalla nostra struttura burocratica, composta in gran parte di validi operatori ma non bene utilizzati, non abbastanza motivati, lontani dalla logica di collaborazione tra Organi politico-amministrativi e corpo impiegatizio. La pubblica amministrazione comunale dovrà essere efficiente, dinamica, aggiornata, rispettosa dei Cittadini e fiera di appartenere ad una categoria del mondo lavorativo indispensabile per un processo di rilancio della Città. Abbiamo una struttura burocratica costretta ad improvvisare iniziative, senza programmazione politica e senza una precisa strategia. La prossima Amministrazione Comunale dovrà preoccuparsi della modernizzazione della pubblica amministrazione, della dotazione di adeguati mezzi di lavoro e del rapporto di collaborazione col mondo imprenditoriale. Bisognerà pretendere dal corpo impiegatizio il massimo dell'impegno e contemporaneamente riconoscere ad esso ogni incentivo previsto dalle leggi e dalle disposizioni in vigore.
Sono stati designati assessori: Giovanni Quinci, Giuseppe Siragusa, e Riccardo La Rosa.
Liste collegate:
PDL - Il Popolo della Libertà
Achour Rania nata a Mazara il 21/06/1985
Asaro Vincenzo nato a Mazara il 25/08/1961
Barracco Vito nato a Mazara il 11/03/1968
Battiata Lidia Maria nata a Casteldaccia il 12/11/1941
Bonafede Vincenzo nato a Erice il 02/03/1973
Burzotta Vincenzo nato a Mazara il 24/07/1988
Calafato Vincenzo nato a Mazara il 07/04/1949
Caruso Giacomo Paolo detto Giampaolo nato a Mazara il 21/09/1981
Colicchia Giuseppe detto Pino Culicchia nato a Marsala il 18/10/1945
Collica Giovanni nato a Castelvetrano il 25/12/1972
Coronetta Biagio detto Pino nato a Mazara il 23/02/1960
Di Stefano Silvana nata a Mazara il 21/03/1964
Donato Biagio nato a Mazara il 16/01/1978
Festeggiante Giuseppe nato a Mazara il 29/01/1936
Foraci Francesco nato a Palermo il 14/02/1975
Frazzetta Roberto nato a Mazara il 23/05/1962
Giacalone Nicola nato a Mazara il 17/11/1973
Giacalone Salvatore nato a Mazara il 05/05/1966
Giammarinaro Salvatore detto Salvo nato a Mazara il 01/09/1980
Grillo Giuseppe nato a Mazara il 23/02/1960
Gucciardi Paolo nato a Mazara il 22/02/1943
Ingargiola Pitro nato a Mazara il 30/07/1952
Luppino Domenico nato a Mazara il 07/11/1971
Messina Giuliano detto Pino nato a Mazara il 05/06/1959
Montallegro Maurizio nato a Mazara il 09/06/1983
Muscolino Alessio nato a Palermo il 02/08/1979
Passanante Rocco nato a Campobello di Mazara il 23/03/1948
Pecoraro Vito nato a Mazara il 01/04/1958
Randazzo Giorgio nato a Mazara il 27/04/1990
Zizzo Antonino detto Nino nato a Mazara il 16/02/1953
Liberi
Pandolfo Vito detto Armando nato a Mazara il 20/04/1940
Alessandrino Giuseppe nato a Mazara il 05/04/1961
Angileri Giovanni nato a Mazara il 02/09/1947
Arena Grazia nata a Mazara il 01/10/1960
Asaro Luciano nato a Mazara il 22/05/1956
Belhaj Hajer nata a Mazara il 27/01/1988
Bianco Caterina detta Katia nata a Mazara il 07/05/1982
Burgio Alfonso detto Alfonso nato a Mazara il 13/01/1971
Burgio Domenico nato a Mazara il 03/01/1950
Cialona Sergio nato a Erice il 14/12/1975
Ciotta Vita nata a Mazara il 12/03/1969
Di Simone Vito nato a Mazara il 14/09/1974
Gancitano Vito nato a Mazara il 18/05/1974
Giacalone Vito nato a Mazara il 05/12/1948
Giametta Girolamo nato a Mazara il 23/09/1964
Mistretta Riccardo nato a Mazara il 15/08/1982
Montalto Vita Giovanna Maria detta Vita nata a Mazara il 22/12/1968
Nastasi Emiliano nato a Mazara il 04/03/1971
Nazareno Francesco detto Ciccio nato a Mazara il 01/06/1959
Pantaleo Piera nata a Mazara il 27/02/1969
Parrinello Giuseppe nato a Castelvetrano il 30/09/1967
Piombo Giuseppe nato a Mazara il 21/10/1985
Principato Giacoma detta Francesca nata a Mazara il 28/11/1976
Scimemi Antonino detto Toni nato a Mazara il 24/09/1967
Scimemi Pietra detta Piera nata a Mazara il 14/08/1983
Sferlazzo Alessandro Ignazio detto Alessandro nato a Mazara il 29/09/1984
Spera Silvana nata a Palermo il 27/01/1979
Titone Salvatore nato a Mazara il 28/08/1960
Tranchida Francesco nato a Mazara il 30/01/1960
Tumbiolo Giuseppe detto Peppino nato a Mazara il 22/12/1975
Insieme per Mazara
Mannone Filippo nato a Mazara il 03/07/1954
Asaro Vito detto Vito nato a Mazara il 19/07/1967
Arena Tonino nato a Venezuela il 08/03/1969
Asaro Francesco detto Francesco nato a Mazara il 07/11/1960
Catania Antonino detto Nino nato a Mazara il 04/08/1983
Crisci Vincenzo nato a Mazara il 20/04/1951
Diadema Ascenzio nato a Mazara il 13/07/1978
Dilluvio Pasquale nato a Castelvetrano il 10/09/1960
Di Stefano Vincenzo nato a Mazara il 16/01/1985
Ferro Maria nata a Mazara il 29/12/1955
Gandolfo Giacomo nato a Marsala il 15/03/1951
Giacalone Claudia nata a Mazara il 29/01/1969
Giacalone Giuseppe detto Pino nato a Mazara il 21/12/1946
Gucciardo Fabio nato a Erice il 26/06/1983
Ingrasciotta Rossella nata a Mazara il 01/07/1981
Lamia Giuseppe nato a Partanna il 25/04/1934
Mangiaracina Domenico nato a Mazara il 12/01/1967
Margeri Angelo nato a Mazara il 02/09/1950
Marino Antonino detto Nino nato a Mazara il 04/12/1945
Messina Alessandro nato a Mazara il 19/09/1982
Mezzapelle Antonina nata a Mazara il 09/09/1975
Norrito Gaspare nato a Mazara il 12/09/1982
Polessi Bartolomeo nato a Mazara il 06/04/1971
Romano Antonino detto Toni nato a Mazara il 06/06/1966
Calia Giovanna Battista nato a Marsala il 21/01/1961
Speciale Nicolò nato a Mazara il 13/12/1941
Titone Anna nata a Mazara il 17/02/1989
Titone Francesco nato a Mazara il 25/08/1969
Tudisco Francesco detto Vito nato a Mazara il 19/07/1952
Vitale Salvatore detto Salvino nato a Mazara il 11/05/1963
Cristaldi sindaco
Acaro Giovanni nato a Mazara il 21/03/1937
Armato Vito nato a Mazara il 18/06/1972
Asaro Nicolò detto Cola nato a Mazara il 01/06/1957
Bongiovanni Gaspare nato a Castelvetrano il 25/08/1968
Burzotta Andrea nato a Mazara il 25/10/1986
Calafato Josè Salvador nato a Venezuela il 10/06/1959
Carini Ignazio nato a Trapani il 28/11/1974
Caronia Francesco nato a Mazara il 03/06/1981
Caruso Bartolomeo nato a Mazara il 03/06/1955
Chiofalo Salvatore nato a Mazara il 23/11/1977
Ciambra Giovan Battista nato a Mazara il 02/06/1974
Di Giovanni Maurizio nato a Mazara il 04/01/1971
Di Liberti Francesco nato a Mazara il 19/06/1969
Giacalone Annalisa nata a Mazara il 10/07/1972
Giacalone Biagio nato a Mazara il 23/04/1957
Giacalone Gaspare detto Rino nato a Mazara il 30/06/1967
Giacalone Paolo nato a Mazara il 08/01/1951
Giacalone Vito nato a Mazara il 28/06/1955
Lante Toni nato a Mazara il 16/03/1974
Marino Giuseppe nato a Mazara il 06/03/1958
Martinez Fabio nato a Palermo il 08/06/1963
Pecunia Vincenzo nato a Mazara il 22/03/56
Peraino Catia Vita nata a Mazara il 15/06/1985
Russo Antonino nato a Mazara il 07/03/1979
Saladino Giovanni nato a Mazara il 10/03/1962
Sardo Emilio detto Peppe nato a Mazara il 22/09/1959
Sciacca Salvatore detto Salvino nato a Mazara il 26/02/1948
Scaturro Giovanni nato a Mazara il 29/10/1957
Tonon Giacomo nato a Mazara il 13/05/1954
Vellutato Danilo Pascal nato a Mazara il 23/09/1971
Casa dei Moderati
Adamo Elisabetta nata a Mazara il 19/01/1978
Alcamo Andrea nato a Mazara il 22/09/1985
Arena Enza Maria nata a Mazara il 08/08/1988
Armato Antonina nata a Mazara il 06/02/1958
Armato Gioavanni Giacomo nato a Marsala il 24/06/1970
Asaro Giovan Battista nato a Mazara il 09/10/1988
Asaro Salvatore Marco detto Salvo nato a Mazara il 22/01/1991
Cavasino Adriana nata a Mazara il 25/02/1981
De Vita Giusy nata a Mazara il 09/03/1980
Ferro Rosaria detta Valentina nata a Mazara il 14/02/1978
Giacalone Maria Cristina nata a Mazara il 24/07/1976
Mauro Giovanna nata a Marsala il 22/03/1964
Morello Nicolò nato a Mazara il 05/11/1960
Mori Scaturro Bartolomeo nato a Mazara il 16/04/1966
Perrone Antonino nato a Mazara il 05/03/1966
Pipitone Filippo nato a Mazara il 06/05/1957
Raccomandato Graziella nata a Mazara il 19/10/1959
Randazzo Antonino nato a Mazara il 27/05/1951
Titone Ignazio Luca nato a Mazara il 13/05/1989
Asaro Pietro nato a Mazara il 24/02/
Barruzza Mariangela nata a Mazara il 21/08/1970
La Barbera Giacomo nato a Mazara il 12/04/1960
De Albis Antonietta nata a Mazara il 20/05/
Labruzzo Giuseppe nato a Mazara il 01/08/1977
Barraca Diego nato a Trapani il 05/07/1961
Fonte - Mazaraonline
PDL - Il Popolo della Libertà
Achour Rania nata a Mazara il 21/06/1985
Asaro Vincenzo nato a Mazara il 25/08/1961
Barracco Vito nato a Mazara il 11/03/1968
Battiata Lidia Maria nata a Casteldaccia il 12/11/1941
Bonafede Vincenzo nato a Erice il 02/03/1973
Burzotta Vincenzo nato a Mazara il 24/07/1988
Calafato Vincenzo nato a Mazara il 07/04/1949
Caruso Giacomo Paolo detto Giampaolo nato a Mazara il 21/09/1981
Colicchia Giuseppe detto Pino Culicchia nato a Marsala il 18/10/1945
Collica Giovanni nato a Castelvetrano il 25/12/1972
Coronetta Biagio detto Pino nato a Mazara il 23/02/1960
Di Stefano Silvana nata a Mazara il 21/03/1964
Donato Biagio nato a Mazara il 16/01/1978
Festeggiante Giuseppe nato a Mazara il 29/01/1936
Foraci Francesco nato a Palermo il 14/02/1975
Frazzetta Roberto nato a Mazara il 23/05/1962
Giacalone Nicola nato a Mazara il 17/11/1973
Giacalone Salvatore nato a Mazara il 05/05/1966
Giammarinaro Salvatore detto Salvo nato a Mazara il 01/09/1980
Grillo Giuseppe nato a Mazara il 23/02/1960
Gucciardi Paolo nato a Mazara il 22/02/1943
Ingargiola Pitro nato a Mazara il 30/07/1952
Luppino Domenico nato a Mazara il 07/11/1971
Messina Giuliano detto Pino nato a Mazara il 05/06/1959
Montallegro Maurizio nato a Mazara il 09/06/1983
Muscolino Alessio nato a Palermo il 02/08/1979
Passanante Rocco nato a Campobello di Mazara il 23/03/1948
Pecoraro Vito nato a Mazara il 01/04/1958
Randazzo Giorgio nato a Mazara il 27/04/1990
Zizzo Antonino detto Nino nato a Mazara il 16/02/1953
Liberi
Pandolfo Vito detto Armando nato a Mazara il 20/04/1940
Alessandrino Giuseppe nato a Mazara il 05/04/1961
Angileri Giovanni nato a Mazara il 02/09/1947
Arena Grazia nata a Mazara il 01/10/1960
Asaro Luciano nato a Mazara il 22/05/1956
Belhaj Hajer nata a Mazara il 27/01/1988
Bianco Caterina detta Katia nata a Mazara il 07/05/1982
Burgio Alfonso detto Alfonso nato a Mazara il 13/01/1971
Burgio Domenico nato a Mazara il 03/01/1950
Cialona Sergio nato a Erice il 14/12/1975
Ciotta Vita nata a Mazara il 12/03/1969
Di Simone Vito nato a Mazara il 14/09/1974
Gancitano Vito nato a Mazara il 18/05/1974
Giacalone Vito nato a Mazara il 05/12/1948
Giametta Girolamo nato a Mazara il 23/09/1964
Mistretta Riccardo nato a Mazara il 15/08/1982
Montalto Vita Giovanna Maria detta Vita nata a Mazara il 22/12/1968
Nastasi Emiliano nato a Mazara il 04/03/1971
Nazareno Francesco detto Ciccio nato a Mazara il 01/06/1959
Pantaleo Piera nata a Mazara il 27/02/1969
Parrinello Giuseppe nato a Castelvetrano il 30/09/1967
Piombo Giuseppe nato a Mazara il 21/10/1985
Principato Giacoma detta Francesca nata a Mazara il 28/11/1976
Scimemi Antonino detto Toni nato a Mazara il 24/09/1967
Scimemi Pietra detta Piera nata a Mazara il 14/08/1983
Sferlazzo Alessandro Ignazio detto Alessandro nato a Mazara il 29/09/1984
Spera Silvana nata a Palermo il 27/01/1979
Titone Salvatore nato a Mazara il 28/08/1960
Tranchida Francesco nato a Mazara il 30/01/1960
Tumbiolo Giuseppe detto Peppino nato a Mazara il 22/12/1975
Insieme per Mazara
Mannone Filippo nato a Mazara il 03/07/1954
Asaro Vito detto Vito nato a Mazara il 19/07/1967
Arena Tonino nato a Venezuela il 08/03/1969
Asaro Francesco detto Francesco nato a Mazara il 07/11/1960
Catania Antonino detto Nino nato a Mazara il 04/08/1983
Crisci Vincenzo nato a Mazara il 20/04/1951
Diadema Ascenzio nato a Mazara il 13/07/1978
Dilluvio Pasquale nato a Castelvetrano il 10/09/1960
Di Stefano Vincenzo nato a Mazara il 16/01/1985
Ferro Maria nata a Mazara il 29/12/1955
Gandolfo Giacomo nato a Marsala il 15/03/1951
Giacalone Claudia nata a Mazara il 29/01/1969
Giacalone Giuseppe detto Pino nato a Mazara il 21/12/1946
Gucciardo Fabio nato a Erice il 26/06/1983
Ingrasciotta Rossella nata a Mazara il 01/07/1981
Lamia Giuseppe nato a Partanna il 25/04/1934
Mangiaracina Domenico nato a Mazara il 12/01/1967
Margeri Angelo nato a Mazara il 02/09/1950
Marino Antonino detto Nino nato a Mazara il 04/12/1945
Messina Alessandro nato a Mazara il 19/09/1982
Mezzapelle Antonina nata a Mazara il 09/09/1975
Norrito Gaspare nato a Mazara il 12/09/1982
Polessi Bartolomeo nato a Mazara il 06/04/1971
Romano Antonino detto Toni nato a Mazara il 06/06/1966
Calia Giovanna Battista nato a Marsala il 21/01/1961
Speciale Nicolò nato a Mazara il 13/12/1941
Titone Anna nata a Mazara il 17/02/1989
Titone Francesco nato a Mazara il 25/08/1969
Tudisco Francesco detto Vito nato a Mazara il 19/07/1952
Vitale Salvatore detto Salvino nato a Mazara il 11/05/1963
Cristaldi sindaco
Acaro Giovanni nato a Mazara il 21/03/1937
Armato Vito nato a Mazara il 18/06/1972
Asaro Nicolò detto Cola nato a Mazara il 01/06/1957
Bongiovanni Gaspare nato a Castelvetrano il 25/08/1968
Burzotta Andrea nato a Mazara il 25/10/1986
Calafato Josè Salvador nato a Venezuela il 10/06/1959
Carini Ignazio nato a Trapani il 28/11/1974
Caronia Francesco nato a Mazara il 03/06/1981
Caruso Bartolomeo nato a Mazara il 03/06/1955
Chiofalo Salvatore nato a Mazara il 23/11/1977
Ciambra Giovan Battista nato a Mazara il 02/06/1974
Di Giovanni Maurizio nato a Mazara il 04/01/1971
Di Liberti Francesco nato a Mazara il 19/06/1969
Giacalone Annalisa nata a Mazara il 10/07/1972
Giacalone Biagio nato a Mazara il 23/04/1957
Giacalone Gaspare detto Rino nato a Mazara il 30/06/1967
Giacalone Paolo nato a Mazara il 08/01/1951
Giacalone Vito nato a Mazara il 28/06/1955
Lante Toni nato a Mazara il 16/03/1974
Marino Giuseppe nato a Mazara il 06/03/1958
Martinez Fabio nato a Palermo il 08/06/1963
Pecunia Vincenzo nato a Mazara il 22/03/56
Peraino Catia Vita nata a Mazara il 15/06/1985
Russo Antonino nato a Mazara il 07/03/1979
Saladino Giovanni nato a Mazara il 10/03/1962
Sardo Emilio detto Peppe nato a Mazara il 22/09/1959
Sciacca Salvatore detto Salvino nato a Mazara il 26/02/1948
Scaturro Giovanni nato a Mazara il 29/10/1957
Tonon Giacomo nato a Mazara il 13/05/1954
Vellutato Danilo Pascal nato a Mazara il 23/09/1971
Casa dei Moderati
Adamo Elisabetta nata a Mazara il 19/01/1978
Alcamo Andrea nato a Mazara il 22/09/1985
Arena Enza Maria nata a Mazara il 08/08/1988
Armato Antonina nata a Mazara il 06/02/1958
Armato Gioavanni Giacomo nato a Marsala il 24/06/1970
Asaro Giovan Battista nato a Mazara il 09/10/1988
Asaro Salvatore Marco detto Salvo nato a Mazara il 22/01/1991
Cavasino Adriana nata a Mazara il 25/02/1981
De Vita Giusy nata a Mazara il 09/03/1980
Ferro Rosaria detta Valentina nata a Mazara il 14/02/1978
Giacalone Maria Cristina nata a Mazara il 24/07/1976
Mauro Giovanna nata a Marsala il 22/03/1964
Morello Nicolò nato a Mazara il 05/11/1960
Mori Scaturro Bartolomeo nato a Mazara il 16/04/1966
Perrone Antonino nato a Mazara il 05/03/1966
Pipitone Filippo nato a Mazara il 06/05/1957
Raccomandato Graziella nata a Mazara il 19/10/1959
Randazzo Antonino nato a Mazara il 27/05/1951
Titone Ignazio Luca nato a Mazara il 13/05/1989
Asaro Pietro nato a Mazara il 24/02/
Barruzza Mariangela nata a Mazara il 21/08/1970
La Barbera Giacomo nato a Mazara il 12/04/1960
De Albis Antonietta nata a Mazara il 20/05/
Labruzzo Giuseppe nato a Mazara il 01/08/1977
Barraca Diego nato a Trapani il 05/07/1961
Fonte - Mazaraonline
martedì 19 maggio 2009
Dipartimento della Funzione pubblica

Il Dipartimento della Funzione pubblica fu costituito nel 1979 all'interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rispondere alle esigenze di modernizzazione della pubblica amministrazione italiana. Il Dipartimento, di cui si avvale un Ministro senza portafoglio delegato dal Presidente del Consiglio, promuove le iniziative di riforma dell'amministrazione in direzione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'azione amministrativa.
· Capo del dipartimento - e-mail: segreteria.ucd@funzionepubblica.it
1. Il Capo del Dipartimento, nominato ai sensi degli articoli 18, 21 e 28 della legge 23 agosto 1988, n. 400, cura l'organizzazione ed il funzionamento del Dipartimento e risponde della sua attività e dei risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi fissati dal Ministro, coordina l'attività degli uffici di livello dirigenziale generale e assicura il corretto ed efficiente raccordo tra i predetti uffici e quelli di diretta collaborazione del Ministro, fermo restando il coordinamento da parte del Capo di Gabinetto tra le funzioni di indirizzo del Ministro e le attività di gestione del Dipartimento.
2. Il Capo del Dipartimento è coadiuvato da una segreteria per il disbrigo degli affari di propria competenza.
3. Alle dirette dipendenze del Capo del Dipartimento operano i servizi:
Servizio per il coordinamento, i rapporti istituzionali e la relazione al Parlamento;
Servizio per gli affari internazionali;
Servizio per la comunicazione e le relazioni con i cittadini;
Servizio per la stampa e la documentazione.
(Articolo 4 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UAGP - Ufficio per gli affari generali e per il personale - e-mail: uagp.dfp@governo.it
L'ufficio per gli affari generali e per il personale provvede alla gestione degli affari generali e giuridico-amministrativi del Dipartimento, sovrintende alla gestione del personale, cura la gestione degli affari finanziari e, più in generale, del bilancio e dei relativi adempimenti contabili di competenza del Dipartimento, nonché l'attività contrattuale concernente le risorse finanziarie attribuite con direttiva del Ministro, coordina e dirige la gestione degli affari legali e del contenzioso del Dipartimento.
L'ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la gestione dei servizi generali e per il personale;
Servizio amministrativo-contabile;
Servizio per gli affari legali e del contenzioso.
All'ufficio fa capo anche la struttura del Consegnatario, che costituisce un’unità organizzativa di livello non dirigenziale, e che provvede:
alla conservazione e alla distribuzione degli oggetti di cancelleria, degli stampati, dei registri e delle carte di qualunque specie; alla conservazione, distribuzione e manutenzione di mobili ed arredi d’uffcio e di quant’altro costituisca la dotazione degli uffici, magazzini, tipografie, laboratori e centri elaborazione dati (ex art. 22 del DPCM 23 dicembre 1999).
Alle dirette dipendenze del Direttore dell'ufficio, inoltre, sono state costituite due articolazioni organizzative, di livello non dirigenziale:
la Segreteria del Capo dell’Ufficio Affari Generali e del Personale, con funzioni di supporto al Direttore dell’Ufficio per quanto attiene alla gestione e al coordinamento delle attività dell’ufficio;
la struttura di gestione, manutenzione e sviluppo delle banche dati dell'UAGP; si occupa delle attività di informatizzazione trasversali alle diverse unità organizzative dell'ufficio, tra cui, in particolare: la gestione della banca dati già esistente (con relative applicazioni: buoni pasto, straordinari, diretta collaborazione, statistiche); le modifiche e integrazioni agli applicativi già esistenti; lo sviluppo di nuove applicazioni.(Art.6 del D.M. 5 Novembre 2004)
· UFPPA - Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni - e-mail: formazione@funzionepubblica.it
L'Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni promuove la valorizzazione delle risorse umane della pubbliche amministrazioni; svolge attività di indirizzo e coordinamento in materia; esercita la vigilanza sulla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e sul Formez; sviluppa programmi e azioni di rafforzamento della capacità amministrativa, definisce strategie organizzative e di rafforzamento istituzionale delle P.A.; sviluppa la programmazione integrata delle risorse nazionali ordinarie e aggiuntive e delle risorse comunitarie per il potenziamento delle pubbliche amministrazioni e cura la gestione di quelle affidate; dispone il monitoraggio, quantitativo e qualitativo, degli interventi effettuati nei diversi settori, in raccordo con la Commissione Europea, le Autorità di Gestione regionali e nazionali, gli organismi intermedi e gli enti attuatori.
L'ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per lo sviluppo della qualità e dell'efficacia nel sistema formativo pubblico;
Servizio per la programmazione e gestione di interventi finanziati dal Fondo Europeo di sviluppo regionale, dalle pertinenti risorse aggiuntive e da risorse ordinarie;
Servizio per la programmazione e gestione degli interventi finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dalle pertinenti risorse aggiuntive.
(Art.7 del D.M. 05 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UPPA - Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni - e-mail: uppa@funzionepubblica.it
L'ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni definisce la programmazione del reclutamento del personale per concorsi o mobilità; coordina e promuove le iniziative riguardanti il trattamento e la mobilità del personale non dirigenziale dipendente dalle amministrazioni pubbliche, curando i relativi adempimenti; segue il coordinamento e la promozione della disciplina generale in materia di contratti flessibili di lavoro; coordina e promuove iniziative per il miglioramento delle condizioni di lavoro nelle pubbliche amministrazioni; cura l'elaborazione degli indirizzi generali in materia di organizzazione degli uffici e del lavoro e di gestione del personale delle amministrazioni pubbliche nonché, sentiti gli altri Uffici del Dipartimento competenti per materia, degli enti vigilati dal Dipartimento; elabora e cura i dati inerenti le politiche di gestione del personale delle pubbliche amministrazioni; concorre alla promozione e al coordinamento dei progetti di studio e assistenza a supporto delle amministrazioni in materia di organizzazione e rapporto di lavoro.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la programmazione delle assunzioni e il reclutamento;
Servizio per la mobilità;
Servizio per il trattamento del personale;
Servizio per l'organizzazione degli uffici ed i fabbisogni del personale delle pubbliche amministrazioni;
Servizio per la gestione e lo sviluppo delle banche dati istituzionali.(Art.8 del D.M. 05 Novembre 2004)
· URSPA - Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni - e-mail: segreteria.urspa@funzionepubblica.it
L'ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni svolge attività di indirizzo e coordinamento in materia di relazioni sindacali delle amministrazioni pubbliche e predispone, ove previsti, i provvedimenti in materia, cura i rapporti con l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle amministrazioni pubbliche ai fini della definizione dei procedimenti relativi alla contrattazione collettiva nazionale ed integrativa per i pubblici dipendenti e svolge, in relazione al personale di cui all'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, l'attività inerente ai procedimenti negoziali previsti per la definizione della disciplina del rapporto di lavoro di tale personale, svolge attività di indirizzo e coordinamento in relazione alla rilevazione dei dati sulla consistenza associativa delle confederazioni e delle organizzazioni sindacali e di controllo in materia di riconoscimento delle prerogative e delle libertà sindacali, svolge attività di indirizzo e coordinamento delle amministrazioni in relazione all'esercizio del diritto di sciopero nel settore del pubblico impiego e cura i rapporti con la Commissione di garanzia di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83; svolge attività di coordinamento per le iniziative relative al trattamento di previdenza e di quiescenza per i pubblici dipendenti; svolge le attività finalizzate alla definizione degli accordi collettivi per il trattamento di fine rapporto e la previdenza complementare dei medesimi dipendenti.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la contrattazione collettiva;
Servizio per i procedimenti negoziali per il personale ad ordinamento pubblicistico;
Servizio per la rappresentatività sindacale e gli scioperi;
Servizio per il trattamento di previdenza e di fine lavoro dei pubblici dipendenti.
(Art.9 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UISBD - Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali - e-mail: segreteriauisbdi.dfp@funzionepubblica.it
L'Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali promuove e cura iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento dell'informazione statistica in materia di pubblica amministrazione, svolge le attività connesse alla partecipazione del Dipartimento al SISTAN; gestisce la banca dati relativa all'anagrafe delle prestazioni e delle collaborazioni di cui all'art. 53 del d.les. 30 marzo 2001, n. 165 e all' art. 1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; cura l'attuazione della legge 27 dicembre 2006, n.296, commi 587 - 591 in materia di partecipazione delle pubbliche amministrazioni a società e consorzi; cura le attività volte allo sviluppo e alla gestione dei sistemi informativi del Dipartimento; promuove l'integrazione e il controllo delle attività afferenti ai vari servizi informativi, al fine di una migliore flessibilità ed efficienza globale dei sistemi; analizza l'organizzazione dei processi al fine di rilevare i fabbisogni di informatizzazione e le opportunità di sviluppo ottimale dell'infrastruttura tecnologica del Dipartimento; supporta lo sviluppo delle banche dati del Dipartimento e cura la gestione di quelle assegnate all' Ufficio; elabora progetti pilota sui sistemi di gestione della conoscenza, cura la progettazione e la gestione dei siti web e intranet.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per l'informazione statistica e la gestione integrata delle banche dati;
Servizio per l'organizzazione ela gestione del sistema informativo;
Servizio progettazione e gestione sito web.
(Art.10 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UPMPA - Ufficio per il programma di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni - e-mail: direttore.upmpa@funzionepubblica.it
L'ufficio per il programma di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni contribuisce all'elaborazione e alla pianificazione integrata delle politiche di modernizzazione. Favorisce il contributo delle diverse leve di intervento alla realizzazione degli obiettivi prioritari di modernizzazione attraverso: l'analisi della domanda di cambiamento, la formulazione degli obiettivi strategici e delle alternative di intervento, la valutazione dell'attuazione e dei risultati conseguiti in funzione dei successivi cicli di programmazione; assicura lo scambio di conoscenze e la collaborazione con la comunità scientifica, le amministrazioni estere e le organizzazioni internazionali; realizza attività di studio e indagine volte a individuare la domanda emergente di cambiamento; promuove la partecipazione degli interlocutori interni ed esterni al processo di pianificazione strategica.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la competitività delle imprese e la qualità della vita dei cittadini;
Servizio per la modernizzazione delle amministrazioni pubbliche.
(Art.11 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UANAS - Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e delle procedure –
e-mail: ufficiosemplificazione@funzionepubblica.it L'Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e delle procedure coadiuva il Ministro nell'attività di semplificazione normativa ed amministrativa, fornisce supporto e consulenza alle altre pubbliche amministrazioni al fine di dare attuazione ai processi di delegificazione, semplificazione e riassetto normativo, cura la redazione del disegno annuale di semplificazione amministrativa, predispone la relazione annuale al Parlamento di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni; coadiuva altresì il Ministro nell'attività nell'àmbito del Comitato di indirizzo per la guida strategica della sperimentazione dell'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR); presta, inoltre, supporto agli altri uffici del Dipartimento in ordine al corretto uso delle fonti, alla qualità della regolazione e degli atti normativi ed alla relativa istruttoria, nonché all'analisi dell'impatto della regolamentazione ed all'applicazione di tecniche di semplificazione procedimentale.
L'Ufficio è articolato nel seguente servizio:
Servizio per la semplificazione normativa e amministrativa, per il riassetto normativo e per la qualità della regolazione.
(Art.13 del D.M. 5 Novembre 2004)
· Ispettorato per la funzione pubblica –
e-mail: ispettorato@funzionepubblica.it
L’articolo 60, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 attribuisce all’Ispettorato per la funzione pubblica compiti ispettivi di vigilanza sulla conformità dell’azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull’efficacia dell’attività amministrativa, con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, oltre che sull’osservanza delle disposizioni inerenti il controllo dei costi. Con l’obiettivo pertanto di ridurre gli sprechi e eliminare ritardi o inadempienze della burocrazia, l’attività del medesimo Ispettorato è rivolta a:• vigilare in stretta collaborazione con la Ragioneria Generale dello Stato sull’attività di spesa delle amministrazioni;• controllare, relativamente alla disciplina delle incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi e, d’intesa con la Guardia di Finanza, il corretto rapporto di pubblico impiego da parte del dipendente;• verificare l’osservanza delle norme sui termini e sulle modalità di procedimento nell’ambito dei rapporti tra cittadini, imprese e le amministrazioni pubbliche.L'Ispettorato si articola nei seguenti servizi:Servizio per la programmazione e l'analisi dell'attività ispettiva;Servizio per l'attività di vigilanza sulle pubbliche amministrazioni.(Art.12 del D.M. 5 Novembre 2004)
La gestione delle risorse umane nella P.A.
Il lavoro pubblico è stato interessato negli ultimi dieci anni da una significativa riforma volta a conseguire l'obiettivo del miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione e dell'unificazione con la disciplina del rapporto di lavoro privato.
Questo processo di trasformazione ha reso necessaria la definizione di nuove regole relative al rapporto di lavoro, al sistema di relazioni sindacali, alla giurisdizione sulle controversie di lavoro che, oggi, viene attribuita al Giudice Ordinario.
La dirigenza - Anche la disciplina della dirigenza è stata attraversata da profondi cambiamenti, volti a rafforzare il principio della distinzione tra indirizzo politico e compiti di gestione tecnico-operativa e ad imprimere all'attività dirigenziale, soprattutto nell'ambito della organizzazione delle risorse umane e strumentali, i caratteri della flessibilità, responsabilità e autonomia, necessari per sviluppare appieno la capacità manageriale che oggi viene richiesta al vertice burocratico delle pubbliche amministrazioni.
Le risorse umane nella P.A. - L'indirizzo del Dipartimento della Funzione Pubblica per ciò che riguarda la gestione del personale pubblico è di superare il modello formalistico amministrativo, iniziando ad adottare misure volte a responsabilizzare le amministrazioni e i dirigenti nella gestione e valorizzazione delle risorse umane.
La qualità del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, il rischio di perdita delle professionalità più qualificate, la difficoltà delle amministrazioni di attrarre il capitale umano migliore costituiscono fattori critici che si ripercuotono sull'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini.
Per questo motivo il Dipartimento ha, nel recente passato, messo in campo una serie di azioni "a sistema": il protocollo con le università per migliorare la formazione per l'accesso; la direttiva sulla formazione per migliorare la qualità e l'efficacia degli interventi formativi; l'avvio di un osservatorio sulla gestione del personale delle pubbliche amministrazioni; un monitoraggio sulle direttive dei Ministri sull'attività amministrativa e sulla gestione per l'anno 2002.
In questo senso, l'Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni svolgerà una propria attività fornendo non solo indicazioni giuridiche attraverso pareri e direttive, ma soprattutto indirizzi sulla gestione del personale, anche in collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato.
L'amministrazione pubblica dovrà diventare sempre più un datore di lavoro eccellente, effettuare analisi delle competenze, curare i rapporti con il mondo della formazione iniziale e permanente, garantire la formazione e il coinvolgimento del personale, soprattutto attraverso la comunicazione interna, così come dovrà sostenere le amministrazioni sulle elaborazioni di sistemi di valutazione delle performances e sistemi retributivi incentivanti.
Il ruolo dell'amministrazione centrale dovrà essere sempre più quello di fornire assistenza alle amministrazioni che vogliono cambiare modo di gestire il personale.In un sistema istituzionale caratterizzato da più livelli di governo, il Dipartimento della Funzione Pubblica dovrà fornire sempre meno indirizzi normativi e più modelli efficienti ed efficaci di gestione delle risorse umane.
· Capo del dipartimento - e-mail: segreteria.ucd@funzionepubblica.it
1. Il Capo del Dipartimento, nominato ai sensi degli articoli 18, 21 e 28 della legge 23 agosto 1988, n. 400, cura l'organizzazione ed il funzionamento del Dipartimento e risponde della sua attività e dei risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi fissati dal Ministro, coordina l'attività degli uffici di livello dirigenziale generale e assicura il corretto ed efficiente raccordo tra i predetti uffici e quelli di diretta collaborazione del Ministro, fermo restando il coordinamento da parte del Capo di Gabinetto tra le funzioni di indirizzo del Ministro e le attività di gestione del Dipartimento.
2. Il Capo del Dipartimento è coadiuvato da una segreteria per il disbrigo degli affari di propria competenza.
3. Alle dirette dipendenze del Capo del Dipartimento operano i servizi:
Servizio per il coordinamento, i rapporti istituzionali e la relazione al Parlamento;
Servizio per gli affari internazionali;
Servizio per la comunicazione e le relazioni con i cittadini;
Servizio per la stampa e la documentazione.
(Articolo 4 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UAGP - Ufficio per gli affari generali e per il personale - e-mail: uagp.dfp@governo.it
L'ufficio per gli affari generali e per il personale provvede alla gestione degli affari generali e giuridico-amministrativi del Dipartimento, sovrintende alla gestione del personale, cura la gestione degli affari finanziari e, più in generale, del bilancio e dei relativi adempimenti contabili di competenza del Dipartimento, nonché l'attività contrattuale concernente le risorse finanziarie attribuite con direttiva del Ministro, coordina e dirige la gestione degli affari legali e del contenzioso del Dipartimento.
L'ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la gestione dei servizi generali e per il personale;
Servizio amministrativo-contabile;
Servizio per gli affari legali e del contenzioso.
All'ufficio fa capo anche la struttura del Consegnatario, che costituisce un’unità organizzativa di livello non dirigenziale, e che provvede:
alla conservazione e alla distribuzione degli oggetti di cancelleria, degli stampati, dei registri e delle carte di qualunque specie; alla conservazione, distribuzione e manutenzione di mobili ed arredi d’uffcio e di quant’altro costituisca la dotazione degli uffici, magazzini, tipografie, laboratori e centri elaborazione dati (ex art. 22 del DPCM 23 dicembre 1999).
Alle dirette dipendenze del Direttore dell'ufficio, inoltre, sono state costituite due articolazioni organizzative, di livello non dirigenziale:
la Segreteria del Capo dell’Ufficio Affari Generali e del Personale, con funzioni di supporto al Direttore dell’Ufficio per quanto attiene alla gestione e al coordinamento delle attività dell’ufficio;
la struttura di gestione, manutenzione e sviluppo delle banche dati dell'UAGP; si occupa delle attività di informatizzazione trasversali alle diverse unità organizzative dell'ufficio, tra cui, in particolare: la gestione della banca dati già esistente (con relative applicazioni: buoni pasto, straordinari, diretta collaborazione, statistiche); le modifiche e integrazioni agli applicativi già esistenti; lo sviluppo di nuove applicazioni.(Art.6 del D.M. 5 Novembre 2004)
· UFPPA - Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni - e-mail: formazione@funzionepubblica.it
L'Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni promuove la valorizzazione delle risorse umane della pubbliche amministrazioni; svolge attività di indirizzo e coordinamento in materia; esercita la vigilanza sulla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e sul Formez; sviluppa programmi e azioni di rafforzamento della capacità amministrativa, definisce strategie organizzative e di rafforzamento istituzionale delle P.A.; sviluppa la programmazione integrata delle risorse nazionali ordinarie e aggiuntive e delle risorse comunitarie per il potenziamento delle pubbliche amministrazioni e cura la gestione di quelle affidate; dispone il monitoraggio, quantitativo e qualitativo, degli interventi effettuati nei diversi settori, in raccordo con la Commissione Europea, le Autorità di Gestione regionali e nazionali, gli organismi intermedi e gli enti attuatori.
L'ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per lo sviluppo della qualità e dell'efficacia nel sistema formativo pubblico;
Servizio per la programmazione e gestione di interventi finanziati dal Fondo Europeo di sviluppo regionale, dalle pertinenti risorse aggiuntive e da risorse ordinarie;
Servizio per la programmazione e gestione degli interventi finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dalle pertinenti risorse aggiuntive.
(Art.7 del D.M. 05 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UPPA - Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni - e-mail: uppa@funzionepubblica.it
L'ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni definisce la programmazione del reclutamento del personale per concorsi o mobilità; coordina e promuove le iniziative riguardanti il trattamento e la mobilità del personale non dirigenziale dipendente dalle amministrazioni pubbliche, curando i relativi adempimenti; segue il coordinamento e la promozione della disciplina generale in materia di contratti flessibili di lavoro; coordina e promuove iniziative per il miglioramento delle condizioni di lavoro nelle pubbliche amministrazioni; cura l'elaborazione degli indirizzi generali in materia di organizzazione degli uffici e del lavoro e di gestione del personale delle amministrazioni pubbliche nonché, sentiti gli altri Uffici del Dipartimento competenti per materia, degli enti vigilati dal Dipartimento; elabora e cura i dati inerenti le politiche di gestione del personale delle pubbliche amministrazioni; concorre alla promozione e al coordinamento dei progetti di studio e assistenza a supporto delle amministrazioni in materia di organizzazione e rapporto di lavoro.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la programmazione delle assunzioni e il reclutamento;
Servizio per la mobilità;
Servizio per il trattamento del personale;
Servizio per l'organizzazione degli uffici ed i fabbisogni del personale delle pubbliche amministrazioni;
Servizio per la gestione e lo sviluppo delle banche dati istituzionali.(Art.8 del D.M. 05 Novembre 2004)
· URSPA - Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni - e-mail: segreteria.urspa@funzionepubblica.it
L'ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni svolge attività di indirizzo e coordinamento in materia di relazioni sindacali delle amministrazioni pubbliche e predispone, ove previsti, i provvedimenti in materia, cura i rapporti con l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle amministrazioni pubbliche ai fini della definizione dei procedimenti relativi alla contrattazione collettiva nazionale ed integrativa per i pubblici dipendenti e svolge, in relazione al personale di cui all'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, l'attività inerente ai procedimenti negoziali previsti per la definizione della disciplina del rapporto di lavoro di tale personale, svolge attività di indirizzo e coordinamento in relazione alla rilevazione dei dati sulla consistenza associativa delle confederazioni e delle organizzazioni sindacali e di controllo in materia di riconoscimento delle prerogative e delle libertà sindacali, svolge attività di indirizzo e coordinamento delle amministrazioni in relazione all'esercizio del diritto di sciopero nel settore del pubblico impiego e cura i rapporti con la Commissione di garanzia di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83; svolge attività di coordinamento per le iniziative relative al trattamento di previdenza e di quiescenza per i pubblici dipendenti; svolge le attività finalizzate alla definizione degli accordi collettivi per il trattamento di fine rapporto e la previdenza complementare dei medesimi dipendenti.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la contrattazione collettiva;
Servizio per i procedimenti negoziali per il personale ad ordinamento pubblicistico;
Servizio per la rappresentatività sindacale e gli scioperi;
Servizio per il trattamento di previdenza e di fine lavoro dei pubblici dipendenti.
(Art.9 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UISBD - Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali - e-mail: segreteriauisbdi.dfp@funzionepubblica.it
L'Ufficio per l'informazione statistica e le banche dati istituzionali promuove e cura iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento dell'informazione statistica in materia di pubblica amministrazione, svolge le attività connesse alla partecipazione del Dipartimento al SISTAN; gestisce la banca dati relativa all'anagrafe delle prestazioni e delle collaborazioni di cui all'art. 53 del d.les. 30 marzo 2001, n. 165 e all' art. 1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; cura l'attuazione della legge 27 dicembre 2006, n.296, commi 587 - 591 in materia di partecipazione delle pubbliche amministrazioni a società e consorzi; cura le attività volte allo sviluppo e alla gestione dei sistemi informativi del Dipartimento; promuove l'integrazione e il controllo delle attività afferenti ai vari servizi informativi, al fine di una migliore flessibilità ed efficienza globale dei sistemi; analizza l'organizzazione dei processi al fine di rilevare i fabbisogni di informatizzazione e le opportunità di sviluppo ottimale dell'infrastruttura tecnologica del Dipartimento; supporta lo sviluppo delle banche dati del Dipartimento e cura la gestione di quelle assegnate all' Ufficio; elabora progetti pilota sui sistemi di gestione della conoscenza, cura la progettazione e la gestione dei siti web e intranet.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per l'informazione statistica e la gestione integrata delle banche dati;
Servizio per l'organizzazione ela gestione del sistema informativo;
Servizio progettazione e gestione sito web.
(Art.10 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UPMPA - Ufficio per il programma di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni - e-mail: direttore.upmpa@funzionepubblica.it
L'ufficio per il programma di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni contribuisce all'elaborazione e alla pianificazione integrata delle politiche di modernizzazione. Favorisce il contributo delle diverse leve di intervento alla realizzazione degli obiettivi prioritari di modernizzazione attraverso: l'analisi della domanda di cambiamento, la formulazione degli obiettivi strategici e delle alternative di intervento, la valutazione dell'attuazione e dei risultati conseguiti in funzione dei successivi cicli di programmazione; assicura lo scambio di conoscenze e la collaborazione con la comunità scientifica, le amministrazioni estere e le organizzazioni internazionali; realizza attività di studio e indagine volte a individuare la domanda emergente di cambiamento; promuove la partecipazione degli interlocutori interni ed esterni al processo di pianificazione strategica.
L'Ufficio è articolato nei seguenti servizi:
Servizio per la competitività delle imprese e la qualità della vita dei cittadini;
Servizio per la modernizzazione delle amministrazioni pubbliche.
(Art.11 del D.M. 5 Novembre 2004 come modificato dal D.M. 10 gennaio 2008)
· UANAS - Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e delle procedure –
e-mail: ufficiosemplificazione@funzionepubblica.it L'Ufficio per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e delle procedure coadiuva il Ministro nell'attività di semplificazione normativa ed amministrativa, fornisce supporto e consulenza alle altre pubbliche amministrazioni al fine di dare attuazione ai processi di delegificazione, semplificazione e riassetto normativo, cura la redazione del disegno annuale di semplificazione amministrativa, predispone la relazione annuale al Parlamento di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni; coadiuva altresì il Ministro nell'attività nell'àmbito del Comitato di indirizzo per la guida strategica della sperimentazione dell'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR); presta, inoltre, supporto agli altri uffici del Dipartimento in ordine al corretto uso delle fonti, alla qualità della regolazione e degli atti normativi ed alla relativa istruttoria, nonché all'analisi dell'impatto della regolamentazione ed all'applicazione di tecniche di semplificazione procedimentale.
L'Ufficio è articolato nel seguente servizio:
Servizio per la semplificazione normativa e amministrativa, per il riassetto normativo e per la qualità della regolazione.
(Art.13 del D.M. 5 Novembre 2004)
· Ispettorato per la funzione pubblica –
e-mail: ispettorato@funzionepubblica.it
L’articolo 60, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 attribuisce all’Ispettorato per la funzione pubblica compiti ispettivi di vigilanza sulla conformità dell’azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull’efficacia dell’attività amministrativa, con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, oltre che sull’osservanza delle disposizioni inerenti il controllo dei costi. Con l’obiettivo pertanto di ridurre gli sprechi e eliminare ritardi o inadempienze della burocrazia, l’attività del medesimo Ispettorato è rivolta a:• vigilare in stretta collaborazione con la Ragioneria Generale dello Stato sull’attività di spesa delle amministrazioni;• controllare, relativamente alla disciplina delle incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi e, d’intesa con la Guardia di Finanza, il corretto rapporto di pubblico impiego da parte del dipendente;• verificare l’osservanza delle norme sui termini e sulle modalità di procedimento nell’ambito dei rapporti tra cittadini, imprese e le amministrazioni pubbliche.L'Ispettorato si articola nei seguenti servizi:Servizio per la programmazione e l'analisi dell'attività ispettiva;Servizio per l'attività di vigilanza sulle pubbliche amministrazioni.(Art.12 del D.M. 5 Novembre 2004)
La gestione delle risorse umane nella P.A.
Il lavoro pubblico è stato interessato negli ultimi dieci anni da una significativa riforma volta a conseguire l'obiettivo del miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione e dell'unificazione con la disciplina del rapporto di lavoro privato.
Questo processo di trasformazione ha reso necessaria la definizione di nuove regole relative al rapporto di lavoro, al sistema di relazioni sindacali, alla giurisdizione sulle controversie di lavoro che, oggi, viene attribuita al Giudice Ordinario.
La dirigenza - Anche la disciplina della dirigenza è stata attraversata da profondi cambiamenti, volti a rafforzare il principio della distinzione tra indirizzo politico e compiti di gestione tecnico-operativa e ad imprimere all'attività dirigenziale, soprattutto nell'ambito della organizzazione delle risorse umane e strumentali, i caratteri della flessibilità, responsabilità e autonomia, necessari per sviluppare appieno la capacità manageriale che oggi viene richiesta al vertice burocratico delle pubbliche amministrazioni.
Le risorse umane nella P.A. - L'indirizzo del Dipartimento della Funzione Pubblica per ciò che riguarda la gestione del personale pubblico è di superare il modello formalistico amministrativo, iniziando ad adottare misure volte a responsabilizzare le amministrazioni e i dirigenti nella gestione e valorizzazione delle risorse umane.
La qualità del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, il rischio di perdita delle professionalità più qualificate, la difficoltà delle amministrazioni di attrarre il capitale umano migliore costituiscono fattori critici che si ripercuotono sull'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini.
Per questo motivo il Dipartimento ha, nel recente passato, messo in campo una serie di azioni "a sistema": il protocollo con le università per migliorare la formazione per l'accesso; la direttiva sulla formazione per migliorare la qualità e l'efficacia degli interventi formativi; l'avvio di un osservatorio sulla gestione del personale delle pubbliche amministrazioni; un monitoraggio sulle direttive dei Ministri sull'attività amministrativa e sulla gestione per l'anno 2002.
In questo senso, l'Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni svolgerà una propria attività fornendo non solo indicazioni giuridiche attraverso pareri e direttive, ma soprattutto indirizzi sulla gestione del personale, anche in collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato.
L'amministrazione pubblica dovrà diventare sempre più un datore di lavoro eccellente, effettuare analisi delle competenze, curare i rapporti con il mondo della formazione iniziale e permanente, garantire la formazione e il coinvolgimento del personale, soprattutto attraverso la comunicazione interna, così come dovrà sostenere le amministrazioni sulle elaborazioni di sistemi di valutazione delle performances e sistemi retributivi incentivanti.
Il ruolo dell'amministrazione centrale dovrà essere sempre più quello di fornire assistenza alle amministrazioni che vogliono cambiare modo di gestire il personale.In un sistema istituzionale caratterizzato da più livelli di governo, il Dipartimento della Funzione Pubblica dovrà fornire sempre meno indirizzi normativi e più modelli efficienti ed efficaci di gestione delle risorse umane.
Il libro bianco di Biagi - Riforma mercato lavoro
La riforma del mercato del lavoro, frutto del libro bianco di Marco Biagi, apre la strada a nuove flessibilità e forme contrattuali, liberalizza il collocamento e mette in campo nuove regole sul lavoro. Ispirandosi agli obiettivi indicati dagli orientamenti dell’Unione europea in materia di occupabilità la L. 30/03 oltre a novellare il sistema legislativo del diritto del lavoro, vuole occupare più giovani nel Mezzogiorno e più donne ed anziani nel Paese.La riforma vuole rendere più efficaci i modi per entrare o rientrare nel mercato del lavoro, favorire la permanenza al lavoro regolare di persone che hanno bisogno di coniugare il tempo di lavoro con quello dedicato alla famiglia, all’apprendimento o ad altri scopi. Regole più moderne e più europee che vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo all’orario di lavoro.
Coerentemente con una impostazione complessiva della riforma di “rafforzare la dimensione locale della Strategia europea per l’occupazione,” le attività formative e consulenziali realizzate in un primo momento dal Formez nell’ambito del progetto Caravelle ed oggi dal progetto http://db.formez.it/progettiformez.nsf/a9ac5f61f13363e2c1256ce80040ed05/8aa8eb860bf42ce7c1256e9300570b00?OpenDocument sono concepite per supportare le dinamiche di apprendimento e per coinvolgere gli operatori dei Servizi per l’Impiego nel complessivo ridisegno del mercato del lavoro, così come delineato dalla riforma Biagi.
SPI@LEARN si pone, quindi, l’obiettivo fondamentale della valorizzazione delle risorse umane impegnate nell’erogazione dei Servizi per l’Impiego, privilegiando l’uso delle tecnologie dell’informazione e la diffusione, attraverso una serie di efficaci interventi di alta formazione, di una nuova cultura del lavoro. Di qui la necessità di agire in una logica di network, sfruttando la forte capillarità dei Centri per l’Impiego sul territorio nazionale sia quale strumento di intelligence dei fabbisogni locali sia come strumento di amplificazione della strategia di progetto.
Un’articolazione progettuale complessa, concepita per fronteggiare efficacemente sia le sollecitazioni di un mercato del lavoro in continua e profonda evoluzione, sia le dinamiche del processo di riforma in divenire.
Al fine di rendere fruibili, a tutti le novità introdotte dalla Riforma Biagi, il Formez ha predisposto N.10 quadri conoscitivi sintetici sulle caratteristiche principali della L. 30/03 e dai suoi decreti attuativi e circolari interpretative. Pertanto, si è cercato di evidenziare un modello espositivo leggero ed allo stesso tempo ricco di contenuti normativi con la possibilità (tramite link) di trovare l’intero testo normativo citato. In particolare si è cercato di far comprendere ai lettori l’importanza innovativa della riforma e di acquisire un metodo di lettura del testo di legge.
Sono qui di seguito elencati le sintesi dei N.10 quadri conoscitivi sintetici:
1. I nuovi principi in tema di rapporto di lavoro. La Strategia Europea dell’occupazione prima ed il Libro Bianco poi, hanno ispirato la Legge Biagi la quale ha introdotto nuove forme di flessibilità e tipologie contrattuali. Così, si realizza in Italia la più importante riforma del sistema di collocamento e dei canali di accesso al lavoro, disegnando in modo organico un nuovo Statuto dei lavoratori.
2. Le nuove forme di tutela dei lavoratori. La Riforma Biagi introduce regole e schemi giuridici idonei a soddisfare il riassetto dei Servizi per l’Impiego, consentendo a tutti, in condizioni di pari opportunità, l’accesso alla nuova occupazione. Norme più moderne e più europee, che vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese.
3. La nuovo disciplina di collocamento. Ogni persona in cerca di una prima occupazione o di un nuovo lavoro deve sapere che non verrà abbandonata a se stessa e che i nuovi servizi per l’impiego, pubblici e privati, sono in grado di fornire un sostegno migliore e più solido delle sole reti amicali e familiari.
4. La nuova disciplina dei contratti di lavoro a contenuto formativo. Il rafforzamento delle tutele del lavoro avviene anche con la revisione e razionalizzazione dei rapporti di lavoro a causa mista come, l’apprendistato ed il contratto di inserimento. Questi contratti si collocano nel rispetto dei principi della riforma Moratti e Biagi.
5. Le modifiche introdotte all’istituto del part-time. Il lavoro part-time diventa più flessibile e a differenza della precedente normativa sarà possibile, entro limiti predeterminati, una variazione della distribuzione dell’orario di lavoro. Pertanto, le nuove regole mirano a fornire, ai lavoratori e soprattutto alle lavoratrici, uno strumento contrattuale di qualità e di maggiore incentivazione di accesso al lavoro.
6. Le collaborazioni coordinate e continuative. La Riforma Biagi, prevede un vero e proprio divieto per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa atipici, cioè privi di un collegamento effettivo con un progetto specifico o programma di lavoro e come tali privi di un termine di durata, che laddove posti in essere, sono considerati come rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato.
7. Lo staff leasing. La Riforma Biagi, sostituisce la fattispecie giuridica della fornitura del lavoro interinale con la somministrazione di manodopera, anche a tempo indeterminato. Pertanto, solo nei casi specificati dalla legge è introdotto, per la prima volta nell’ordinamento italiano, lo staff leasing, l’affitto di manodopera non a termine.
8. La nuova figura del socio lavoratore. La riforma del mercato del lavoro interessa anche il mondo cooperativistico, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore. Infatti, la legge stabilisce che, nel rapporto di lavoro fra il socio e la cooperativa stessa, è prevalente il rapporto societario.
9. Le nuove forme contrattuali job on call e job sharing (lavoro a chiamata o intermittente, lavoro a coppia o ripartito). Il lavoro a chiamata (nuova tipologia contrattuale), permette ad un’impresa di chiamare in qualsiasi momento, entro un arco di tempo contrattato, il lavoratore il quale riceverà in cambio una indennità di disponibilità oltre alla retribuzione. Il lavoro a coppia prevede, invece, che un’unica prestazione venga condivisa da due lavoratori, i quali si dividono la retribuzione.
10. La certificazione del rapporto di lavoro. La procedura di certificazione dei rapporti di lavoro, dovrebbe contribuire a circoscrivere l’incertezza delle controversie, che in genere sorgono a conclusione della esperienza di lavoro, e con ciò a stemperare il divario tra logiche giuridiche e logiche organizzativo-produttivistiche. Pertanto, sarà migliorata tanto l’interazione tra nuove e vecchie regole quanto la riconversione dei Servizi per l’Impiego verso un’attività di reale servizio nei confronti e dei soggetti in cerca di occupazione e delle aziende.
1. I nuovi principi in tema di rapporto di lavoro
La Strategia Europea dell’occupazione prima ed il Libro Bianco poi, hanno ispirato la Legge Biagi la quale ha introdotto nuove forme di flessibilità e tipologie contrattuali. Così, si realizza in Italia la più importante riforma del sistema di collocamento e dei canali di accesso al lavoro, disegnando in modo organico un nuovo Statuto dei lavoratori.
A partire dalla seconda metà degli anni novanta il sistema italiano del mercato del lavoro ha registrato progressi importanti. La legge 24 giugno 1997, n.196, da tutti conosciuta come “Pacchetto Treu” ha rivitalizzato il mercato del lavoro, ma la Legge Biagi ne completa gli istituti e si spinge oltre, disegnando in modo organico il nuovo Statuto dei lavoratori (L.20 – 5-1970, n.300). Sei anni sono passati e molte cose sono successe. La Strategia Europea dell’occupazione, adottata con in Consiglio Europeo di Lussemburgo del 1997 e di Lisbona del 2000, ha ispirato il Libro Bianco, prima, la legge delega e il decreto legislativo poi, realizzando la più importante riforma approvata in Italia negli ultimi trenta anni in tema di occupabilità.
Il Consiglio europeo di Barcellona 2002 ha chiesto una razionalizzazione della strategia europea per l’occupazione mediante un processo rafforzato, semplificato e meglio gestito, con un calendario allineato al 2010.
Tale strategia di programmazione europea verrà realizzata tramite il piano nazionale per l’occupazione (Nap), che i Paesi dell’Unione Europea devono presentare a Bruxelles. Il Nap deve essere definito in coerenza con la strategia europea per l’occupazione, ovvero un tasso di occupazione complessivo al 67% nel 2005 e al 70% nel 2010; un tasso di occupazione per le donne del 57% nel 2005 e del 60% entro il 2010. Per i lavoratori tra i 55 e i 64 anni il tasso di occupazione previsto, sempre entro il 2010, è del 50%.
La riforma Biagi, costituisce la traduzione normativa dei principi sopra elencati e si fonda su una maggiore flessibilità come ricetta per aumentare l’occupazione ( rispetto agli altri paesi europei il differenziale di occupazione in Italia è basso; 55,4% rispetto ad una media europea di circa il 64%). Al tempo stesso, consente una maggiore incisività all’azione di contrasto al lavoro nero ed irregolare.
Una riforma di grande portata che ha trovato un vasto consenso anche tra le organizzazioni imprenditoriali ed i sindacati dei lavoratori che hanno firmato il Patto per l’Italia.
Le novità sono tante e tali da incidere sia nei rapporti contrattuali, tra datore di lavoro e lavoratore, sia nei rapporti istituzionali, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietrà tra lo Stato e le Regioni, nell’ambito della riforma istituzionale tracciata dal Titolo V della Costituzione.
2. Le nuove forme di tutela dei lavoratoriLa Riforma Biagi introduce regole e schemi giuridici idonei a soddisfare il riassetto dei Servizi per l’Impiego, consentendo a tutti, in condizioni di pari opportunità, l’accesso alla nuova occupazione. Norme più moderne e più europee, che vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese.
Un mercato del lavoro flessibile, può migliorare la qualità oltre che la quantità dei posti di lavoro, rendendo più fluido l’incontro tra obiettivi e desideri delle imprese e dei lavoratori in tema di caratteristiche della prestazione lavorativa, consentendo ai singoli individui di cogliere le opportunità lavorative più proficue ed evitando che gli stessi rimangano intrappolati in ambiti ristretti e segmentati.
La legge Biagi, ha tracciato le linee di riforma per affrontare le sfide dei moderni mercati di lavoro. Inoltre, ha introdotto regole e schemi giuridici, flessibili ed adattabili, tali in ogni caso da consentire l’emersione dal lavoro nero e una più equa ripartizione delle tutele del lavoro a favore di tutti coloro che si affacciano sul mercato del lavoro.
In linea generale, le nuove disposizioni normative approvate sono idonee a soddisfare la necessità di riassetto dei servizi all’impiego e dell’introduzione di misure atte a promuovere nuova occupazione.
La riforma Biagi rivoluziona gran parte degli istituti lavoristici. Le principali novità riguardano il collocamento, l'outsourcing, il job on call, il job sharing, la formazione, il socio lavoratore, lo staff leasing, il part time, le collaborazioni coordinate e continuative, la borsa continua del lavoro, il pubblico impiego.La realizzazione del nuovo sistema di collocamento e l’introduzione di nuovi modelli contrattuali, consentirà a tutti, in condizioni di pari opportunità, l’accesso al moderno mercato del lavoro.
Ogni cittadino, in cerca di prima o nuova occupazione, non verrà abbandonato a se stesso ma potrà affidarsi ad una rete di Servizi per l’impiego pubblici e privati, che consentiranno il potenziamento delle opportunità di trovare lavoro.
3. La nuova disciplina del collocamento
risultati dei monitoraggi dell' Isfol dimostrano che nel giro di due anni è raddoppiata la percentuale di cittadini che hanno trovato lavoro attraverso i Centri per l’impiego, i quali non rispondono più alla vecchia logica di “sportello” ma sono veri e propri centri operativi, capaci di agire per il miglioramento dell’occupabilità dei propri territori. Il nuovo sistema di collocamento pubblico, messo a regime con il D.lgs. 297/2002, costituisce la base della riforma Biagi, che accanto ai servizi pubblici per l’impiego, introduce le agenzie per il lavoro, secondo il modello delle agenzie private di personal service presenti in Germania. La novità più importante che riguarda le agenzie per il lavoro è l’abolizione dell’oggetto sociale esclusivo. Alle agenzie autorizzate, sarà consentito di svolgere contemporaneamente l’attività di fornitura di manodopera e l’attività di collocamento. Pertanto, si realizza un sistema misto, in cui pubblico e privato, attraverso forme di raccordo, concorrono alla promozione di una società attiva e di un lavoro di migliore qualità, ove maggiori saranno le possibilità di occupazione per tutti. Vediamo adesso le tre principali funzioni del nuovo collocamento definite all’art.2
del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n.276:
- intermediazione;
- ricerca e selezione del personale;
- supporto alla ricollocazione del personale.
L’esercizio delle nuove funzioni del collocamento, pubblico e privato, non comporta alcun onere a carico del lavoratore.
Ai servizi pubblici all'impiego, che oltre alle tre funzioni sopra elencate, manterranno la funzione pubblica di tenuta e aggiornamento dell’anagrafe e della scheda professionale dei lavoratori e saranno impegnati ad organizzare tutti i servizi e le azioni di prevenzione della disoccupazione, si aggiungeranno le agenzie per il lavoro.
Queste ultime svolgeranno la funzione di collocamento, comprensiva di intermediazione, ricerca, selezione e di supporto alla ricollocazione. Tale titolo è concesso a soggetti privati attraverso un doppio regime:
a) autorizzazione, affidata allo Stato in via generale, quale strumento di abilitazione ad operare nel mercato del lavoro;
b) accreditamento, affidato alle Regioni e specifico per ciascun territorio regionale, quale strumento di idoneità ad erogare servizi per il lavoro negli ambiti regionali di riferimento e all’esercizio reale delle funzioni, anche mediante accesso alle risorse pubbliche. La disciplina del lavoro interinale viene assorbita dalle nuove regole sul contratto di somministrazione a termine e viene abrogata la legge che prevede il divieto di intermediazione e di interposizione nelle prestazioni di lavoro.
Inoltre, l’attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro potrà essere svolta anche da altri soggetti che sono individuati dall’articolo 6 del D.lgs 276/2003 ed esattamente da università pubbliche e private,comuni, camere di commercio e istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari, dall’ordine nazionale dei Consulenti del lavoro.
Tutte queste attività, dovranno essere effettuate nell’ambito di un sistema coordinato, attraverso il collegamento con la Borsa continua nazionale del lavoro, quale strumento telematico di rinnovamento del collocamento per garantire un mercato del lavoro aperto, trasparente, concorrenziale ed efficiente. La Borsa del lavoro non sarà una semplice banca dati, in quanto le notizie e le informazioni, oltre ad essere aggiornate in tempo reale attraverso la rete informatica, saranno liberamente accessibili non soltanto dagli operatori pubblici e privati, ma anche dalle imprese e dai lavoratori che potranno inoltre inserire direttamente i propri dati. Con un semplice collegamento ad internet ad es. un disoccupato potrà divulgare il proprio curriculum ed avere una visione immediata e completa delle chances lavorative accessibili. La Borsa del lavoro richiama il Sistema informativo lavoro (Sil), già previsto col D.lgs. n.469 del 1997, quale insieme di risorse informatiche (hardware, software, reti , servizi) che riguardano le strutture preposte a gestire le politiche del lavoro e dei servizi per l’impiego, costituendo un unico dominio informatico articolato in un sistema centrale e in più sistemi regionali. Tuttavia se ne differenzia in quanto inserito nel nuovo sistema di collocamento, ridisegnato dalla Legge Biagi e dal suo decreto attuativo.
4. La nuova disciplina dei contratti di lavoro a contenuto formativo (cd. contratti a causa mista)
Il rafforzamento delle tutele del lavoro avviene anche con la revisione e razionalizzazione dei rapporti di lavoro a causa mista come, l’apprendistato ed il contratto di inserimento. Questi contratti si collocano nel rispetto dei principi della riforma Moratti e Biagi.
Il decreto legislativo n.276/03 affronta la revisione e la razionalizzazione dei rapporti di lavoro a contenuto formativo, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro e degli obiettivi indicati in materia di occupazione dall’Unione europea. In tal modo la riforma, completa il riordino dei contratti a causa mista (già manifestato nell’articolo 16 della legge 196/1997) che porta, da un lato, a caratterizzare l’apprendistato come strumento formativo anche nella prospettiva di una formazione superiore, dall’altro, a specializzare il vecchio contratto di formazione e lavoro per l’inserimento o il reinserimento mirato del lavoratore in azienda, evitando così la naturale sovrapposizione tra le due tipologie. L’apprendistato sarà pertanto, lo strumento di raccordo tra scuola e lavoro e il nuovo contratto di formazione lavoro; il contratto di inserimento costituirà lo strumento attraverso cui, concluso il periodo scolastico, avverrà l’inserimento nel lavoro o il reinserimento dopo una precedente esperienza lavorativa.
Questi contratti si collocano in un momento di grande novità legislativa in Italia, caratterizzata dalla Riforma Moratti e Biagi. Due processi innovativi che si inseriscono nel solco del riformismo europeo e degli obiettivi di Lisbona, al fine di far diventare entro il 2010 più competitiva e dinamica l’economia della “conoscenza” dell’Unione europea: si realizza così una crescita economica, sia qualitativa che quantitativa dell’occupazione, e un maggior livello di coesione sociale.Per quanto riguarda l'apprendistato vengono confermate le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e formazione; si realizza un collegamento con la riforma della scuola, attraverso il riconoscimento della qualifica professionale conseguita con l’apprendistato inteso come credito formativo per il proseguimento nei percorsi di istruzione e formazione; viene previsto un repertorio delle professioni al fine di rendere le esperienze compatibili.
Per quanto concerne il contratto di inserimento, si prevede una forma scritta, in assenza della quale il contratto è nullo; il · rinvio alla contrattazione collettiva per la definizione della disciplina specifica; il reinserimento di persone che hanno perso il posto di lavoro; la previsione di un tirocinio estivo di orientamento, promosso durante le vacanze estive a favore di un giovane, regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso l’Università e un istituto scolastico di ogni ordine e grado.Sui tempi di attuazione, la sostituzione del contratto formazione e lavoro non avverrà immediatamente in quanto saranno i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali (il ministro del Lavoro in caso di inerzia), a determinare le modalità di definizione dei progetti di inserimento, con ambito di applicazione più ristretto alla situazione precedente. Solo nella Pubblica amministrazione il contratto di formazione e lavoro rimane in vigore. Per il nuovo apprendistato interamente rimodulato nei tre tipi di contratto, nell’attesa della specifica regolamentazione delle Regioni, nel periodo transitorio successivo all’entrata in vigore del decreto legislativo n.276/03, continuano a trovare applicazione le norme precedenti.
5. Le modifiche introdotte dall'istituto del part time
Il lavoro part-time diventa più flessibile. A differenza della precedente normativa sarà possibile, entro limiti predeterminati, una variazione della distribuzione dell’orario di lavoro. Pertanto, le nuove regole mirano a fornire, ai lavoratori e soprattutto alle lavoratrici, uno strumento contrattuale di qualità e di maggiore incentivazione all’accesso al lavoro.
La Legge 19 dicembre 1984, n.863, rappresentava nelle intenzioni del legislatore dell’epoca, un tentativo di introdurre dosi di flessibilità nella articolazione della durata della prestazione di lavoro.
Con il decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 61, e il decreto legislativo 26 febbraio 2001, n.100 (di trasposizione della Direttiva europea n.97/81/Ce), si voleva tentare di normalizzare il lavoro part-time, in una prospettiva di maggiore incentivazione del suo utilizzo secondo cui, nel rapporto di lavoro subordinato l’assunzione può avvenire a tempo pieno o tempo parziale.
Tuttavia, i dati statistici e l’analisi comparata hanno evidenziato come gli incentivi normativi ed economici, avessero poco inciso sulla diffusione del part-time in Italia, mostrando bassi livelli di effettività in un’area del mercato del lavoro in cui incidono fortemente fattori di ordine culturale e sociale tanto tra il management che tra gli stessi lavoratori.
Con la Riforma Biagi si procede ad una integrazione delle recenti norme emanate in materia di lavoro part-time, quale tipologia contrattuale ritenuta più idonea a favorire l’incremento del tasso di occupazione, con particolare riguardo al tasso di partecipazione delle donne, giovani e lavoratori con età superiore a 55 anni (come imposto dalle autorità comunitarie della c.d Strategia Europea per la occupazione). Su tali presupposti, la delega si è orientata verso la concessione di un maggiore spazio alla autonomia negoziale attribuendo piena operatività alla contrattazione collettiva – cui viene conferito un notevole potere di determinazione e/o modifica di elementi anche strutturali delle fattispecie legislative - e, entro certi limiti, alle pattuizioni individuali.
Le principali novità riguardano:
- la definizione stessa del part-time, quale accordo tra le parti che prevede lo svolgimento di un’attività lavorativa ad orario inferiore rispetto a quello ordinario. La riduzione dell’orario può avvenire in forma orizzontale, con una riduzione dell’orario giornaliero; verticale, in cui la riduzione dell’orario è concentrata in determinati giorni della settimana, del mese e dell’anno; mista (o ciclica), con una combinazione delle due modalità sopra citate.
- La forma del contratto, per cui resta ferma la previsione che richiede la forma scritta ai fini della prova del contratto e che definisce il contenuto obbligatorio dell’accordo sull’indicazione precisa della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporanea dell’orario, con riferimento al giorno, al mese e all’anno;- le modalità di svolgimento del part - time, rendendo possibile il ricorso a prestazioni di lavoro supplementare anche in assenza di accordo collettivo, a fronte di una adeguata maggiorazione retributiva;
- clausole flessibili - clausole elastiche: le prime consentono, entro limiti predeterminati, una variazione della distribuzione dell’orario di lavoro; le seconde permettono una variabilità in aumento e in diminuzione dell’estensione temporale della prestazione lavorativa dedotta in contratto;
- l’integrale estensione del part-time al settore agricolo;
- il computo dei lavoratori del part-time: rispetto alla passata disciplina il decreto legislativo in esame prevede il computo dei lavoratori part-time in relazione all’applicazione di tutte le norme legislative e clausole contrattuali, anche ai fini della disciplina del Titolo III dello Statuto dei lavoratori.
- trasformazione, per cui permane il principio in base al quale il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento.
6. Le collaborazioni coordinate e continuative (cd. co.co.co.)
Il D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, introduce notevoli innovazioni in materia di collaborazioni c.d. para-subordinate (1). Al fine di porre fine all’abuso delle collaborazioni coordinate e continuative (2 milioni in Italia) quale espediente per mascherare rapporti di lavoro subordinati, il legislatore ha voluto tipizzare le collaborazioni imponendo limiti ben precisi e definizioni più certe dei rapporti di collaborazione. Nella fattispecie, le cd. Co.Co.Co. vengono regolamentate con l’introduzione di una serie di nuovi obblighi e procedure che ingessano uno strumento che sino ad oggi aveva goduto di troppa libertà.
Le collaborazioni coordinate e continuative, di cui all’articolo 409, n.3, del codice di procedura civile, dovranno essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione della attività lavorativa. Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito, e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto. La sanzione prevista per la violazione delle nuove disposizioni comporta la trasformazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dalla data di costituzione del rapporto stesso (2).
Gli elementi caratteristici della tipologia contrattuale del lavoro subordinato sono:- collaborazione;- coordinamento;- continuità- natura prevalentemente personale della prestazione.
Il contratto di lavoro a progetto deve contenere i seguenti elementi:
- indicazione della durata determinata o determinabile della prestazione di lavoro;- indicazione del progetto o programma di lavoro o fasi di esso, individuato nel suo contenuto caratterizzante;
- il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese;
- le forme di coordinamento del lavoro a progetto al committente sulla esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa, che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicarne l’autonomia nella esecuzione dell’obbligazione lavorativa;- le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore;- il contratto di lavoro a progetto deve essere stipulato in forma scritta.
7. Lo staff leasing: somministrazione di lavoro
Il decreto legislativo n.276/03 ha introdotto nell’ordinamento italiano la fattispecie della somministrazione di lavoro o staff leasing, già ampiamente utilizzata in altri Paesi. Con questo contratto, un’impresa denominata utilizzatrice, potrà rivolgersi ad un’altra impresa, denominata somministratore, per “affittare” nuova forza lavoro. A differenza del contratto di lavoro interinale (legge n.196/1997), la cui normativa viene integralmente abrogata unitamente a quella sul divieto di appalto e di intermediazione di manodopera (legge n.1369/1960), il contratto di somministrazione potrà essere di due tipi:
a tempo indeterminato – a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo e organizzativo per:
- servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico, compresa la progettazione e manutenzione di reti intranet e extranet, siti internet, sistemi informatici, viluppo di software applicativo, caricamento dati;
- servizi di pulizia, custodia, portineria;
- servizi, da e per lo stabilimento, di trasporto di persone e di trasporto e movimentazione macchinari e merci;
- gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini, nonché servizi di economato;- attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale;
- attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale;- gestione di call-center, nonché avvio di nuove iniziative imprenditoriali nelle aree Obiettivo 1;
- costruzioni edilizie all’interno degli stabilimenti, per istallazioni o smontaggio di impianti e macchinari, per particolari attività produttive, con specifico riferimento all’edilizia e alla cantieristica navale, le quali richiedano più fasi successive di lavorazione da quella normalmente impiegata nell’impresa;
- in tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di lavoro nazionali o territoriali, stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative.
A tempo determinato – a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore.
Viene così regolarizzato, anche in Italia, il processo di esternalizzazione (outsourcing), ampiamente diffuso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
Lo staff leasing rappresenta una tecnica innovativa di gestione del personale, che consente alle aziende di ricorrere alla somministrazione di manodopera non solo a termine; in pratica un contratto di lavoro interinale, ma senza scadenza.
Dove sta la novità? E’ che il rapporto a tempo indeterminato non fa più capo all’azienda utilizzatrice ma alla società di staff leasing, pertanto, il lavoratore non dipenderà più dall’impresa dove lavora ma dalla società di somministrazione. Quindi si realizzerà un indubbio vantaggio in termini di costi per l’utilizzatore, nei confronti del quale il lavoratore in “affitto” rappresenterà un costo variabile.
La somministrazione di lavoro, è vietata per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi o sospensione o riduzione d’orario e qualora non sia stata effettuata la valutazione dei rischi ai sensi della legge n.626/94.
Il lavoratore non sarà comunque conteggiato nell’organico dell’utilizzatore, fatta eccezione per la normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.
Il contratto di somministrazione, dovrà essere stipulato in forma scritta e contenere tutti gli elementi prescritti dall’articolo 21 del Dlgs n.276/03; in mancanza di questi elementi, il contratto è nullo ed il lavoratore sarà considerato a tutti gli effetti alle dipendenze dell’utilizzatore.
8. La figura del socio lavoratore di categoria
Le cooperative di lavoro hanno lo scopo di creare un’attività finalizzata alla produzione dei beni o servizi attraverso la prestazione di attività lavorativa da parte dei soci.
Il dispositivo normativo, contenuto nell’articolo 9 della legge n.30 del 2003, va a modificare, sotto più aspetti, i vari articoli della legge n.142 del 2001 che a sua volta aveva disciplinato interamente la posizione del socio delle cooperative.
La novità più importante, è stata nello stabilire che nella situazione “bifronte” del rapporto del socio lavoratore è prevalente il rapporto societario.
Inoltre, particolare attenzione meritano le norme contenute nel Dlgs 276/03 per quanto riguarda la certificazione dei rapporti di lavoro e la somministrazione di manodopera nelle cooperative.
9. Le nuove figure professionali job on call e job sharing
La finalità di incremento occupazionale e, al tempo stesso, di regolarizzazione, ha indotto il legislatore ha riordinare multiformi tipologie contrattuali oggi esistenti, chiarendo la loro funzione e a regolarne di nuove, quali il lavoro a chiamata o intermittente ed il lavoro a coppia o ripartito.
La Riforma Biagi introduce per la prima volta in Italia l’istituto del lavoro a chiamata, nella duplice versione con o senza l’obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità a seconda della scelta del lavoratore di vincolarsi o meno in tal senso. Nel lavoro a chiamata o intermittente, l’impresa potrà chiamare in qualsiasi momento, ma in un arco di tempo contrattato, il lavoratore e quest’ultimo riceverà in cambio una indennità di disponibilità, oltre la retribuzione.
Inoltre, con il lavoro a chiamata si regolarizzano le prassi esistenti di lavoro non dichiarato o comunque non regolare, il c.d. fenomeno del “lavoro a fattura”, con l’emissione di semplici note o fatture a titolo di lavoro autonomo da parte di soggetti a cui è in realtà richiesta una prestazione lavorativa intermittente come dipendenti.
Il lavoro a coppia o ripartito, come nel lavoro accessorio, induce ad una logica di solidarietà, soprattutto tra le lavoratrici, tale da consentire un miglioramento della qualità della vita personale e familiare. Si tratta di un contratto di lavoro subordinato stipulato tra il datore di lavoro e due o più lavoratori, i quali si assumono in solido l’obbligazione di eseguire un’unica prestazione lavorativa restando liberi di dividersi l’orario di lavoro, purchè con l’obbligo di sostituirsi vicendevolmente in caso di impedimento. Sotto il profilo degli effetti, il lavoro a coppia è assimilabile al lavoro part-time; tuttavia se ne differenzia sostanzialmente per il fatto che nel suo schema negoziale esiste un unico contratto di lavoro subordinato e non due distinti contratti di lavoro a tempo parziale.
10. La certificazione del rapporto di lavoro
Al fine di sostenere la diffusione delle nuove tipologie contrattuali, in un quadro di tutele certe ed effettive del lavoratore, la Riforma Biagi prevede infine la messa a regime di una procedura di certificazione dei rapporti di lavoro. Tale sistema, prevede su base volontaria un meccanismo di certificazione dei rapporti di lavoro. Esso è volto a ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro garantendo maggiore certezza alle qualificazioni convenzionali, purchè avvenute nell’ambito di enti bilaterali costituiti a iniziativa di associazioni dei datori e prestatori di lavoro dei lavoratori comparativamente rappresentative, ovvero ad opera della Direzione provinciale del lavoro o delle Università.
Il meccanismo di certificazione, non potrà certamente impedire al prestatore di ricorrere al giudice per contestare la qualificazione del rapporto in relazione a modalità esecutive della prestazione che eventualmente di discostino rispetto allo schema contrattuale convenuto.
Tuttavia, in caso di controversia sulla esatta qualificazione del rapporto di lavoro posto in essere, l’autorità giudiziaria competente dovrà tener conto anche del comportamento tenuto dalle parti in sede di certificazione. Si tratta dunque di un meccanismo finalizzato a dare alle parti ausilio nella più precisa definizione del testo contrattuale, potendo contare sul rapporto dall’ente bilaterale o dalla stessa Direzione provinciale del lavoro anche a mezzo di codici di comportamento, linee-guida, realizzate in una logica di assistenza per favorire la regolarizzazione dei rapporti.
La procedura di certificazione dei rapporti di lavoro, lungi dal costituire un intervento legislativo di mera assistenza ai singoli lavoratori nelle fasi preliminari alla stipulazione del contratto di lavoro, dovrebbe contribuire a circoscrivere l’incertezza delle controversie, che in genere sorgono a conclusione delle esperienze di lavoro, in merito alla qualificazione dei rapporti di lavoro, e con ciò a stemperare il divario – da sempre presente, ma oggi aggravato in ragione della varietà e complessità dei modi di lavorare – tra logiche giuridiche e logiche organizzativo-produttivistiche.
Il meccanismo della certificazione si ispira, in altre parole, a un tentativo di apertura alle reali dinamiche del mercato del lavoro; circostanza questa che dovrebbe consentire di intercettare anche ampie fasce di lavoro irregolare e sommerso che verrebbero canalizzate verso schemi contrattatali “personalizzati” in funzione delle concrete esigenze delle parti contraenti e, dunque, maggiormente in grado di interpretarne e regolarne in modo flessibile forme e manifestazioni.
L’atto di certificazione ha come oggetto l’attribuzione di piena forza legale della tipologia contrattuale tra le parti, per lo svolgimento del rapporto di lavoro; e verso i terzi nella cui sfera giuridica l’atto stesso è destinato a produrre effetti (gli enti previdenziali, per il pagamento di premi e contributi).
Il Dlgs n.276/03 prevede la possibilità di ricorrere alla autorità giudiziaria limitatamente alle seguenti due ipotesi:
- erronea qualificazione effettuata dall’organo preposto;
- difformità tra programma negoziale realizzato tra le parti e contenuto del contratto certificato.
Il ricorso giudiziale dovrà essere preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 410 c.p.c., espletanto presso lo stesso organo preposto alla certificazione. Il tentativo obbligatorio di conciliazione non sospende gli effetti del contratto certificato.
Tratto dal Sito del Formez.
domenica 17 maggio 2009
P.A. La riforma in 34 punti

1 SOPPRESSIONE O RIORDINO DI ENTI PUBBLICI (Decreto legge)
Al fine di contenere la spesa, gli Enti pubblici non economici, inseriti nel conto economico consolidato dello Stato, con una dotazione organica inferiore alle 50 unità - nonché tutti gli altri entri pubblici non economici con dotazione organica superiore che non siano stati riconfermati o riordinati con le modalità previste dalla legge finanziaria per il 2008 - vengono soppressi e le relative funzioni vengono trasferite ai Ministeri vigilanti
2 CREAZIONE DELLE FONDAZIONI UNIVERSITARIE (Decreto legge)
Le Università possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. In questo modo graveranno di meno sul bilancio dello Stato e potranno ricevere donazioni da parte dei privati al fine di migliorare la qualità della didattica e della ricerca. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad esse connesse sono esenti da imposte e tasse. La norma sottolinea che non è ammessa la distribuzione di utili in qualsiasi forma e che eventuali proventi sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle Fondazioni. La trasformazione opera a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello dell’adozione della delibera.
3 CLASS ACTION CONTRO LA P.A. ( Decreto legge)
L’entrata in vigore della normativa sulla Class Action viene rinviata anche per estendere la sua efficacia alle Pubbliche Amministrazioni.
4 STOP ALLA PIOGGIA DI COLLABORAZIONI E CONSULENZE (Decreto legge)
Vengono introdotte disposizioni volte a razionalizzare e limitare l’utilizzo delle collaborazioni esterne e delle consulenze per le Pubbliche Amministrazioni.
5 CONTROLLI SEVERI SU INCOMPATIBILITÀ, CUMULO DI IMPIEGHI E INCARICHI (Decreto legge)
Vengono rafforzati i poteri dell’Ispettorato del Dipartimento della Funzione Pubblica in materia di controllo (in collaborazione con la Guardia di Finanza e altri servizi ispettivi) delle incompatibilità così come del cumulo di impieghi e incarichi.
6 NASCE IL "PIANO CASA" (Decreto legge)
Sulla base di accordi tra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali vengono semplificate e accelerate le procedure di cessione di tutti gli immobili di proprietà degli ex IACP agli attuali inquilini. Il prezzo di vendita sarà determinato sulla base del canone di locazione.
7 MISURAZIONE E RIDUZIONE DEGLI ONERI AMMINISTRATIVI (Decreto legge)
Ciascuna Pubblica Amministrazione è tenuta a misurare e ridurre (almeno del 25% entro il 2012) gli oneri amministrativi che gravano sui cittadini e sulle imprese. E’ inoltre previsto un meccanismo di delega che consentirà di tagliare gli oneri derivanti da previsioni di legge attraverso regolamenti delegificanti.
8 AUMENTA LA VALIDITÀ DELLA CARTA D’IDENTITÀ E DELLA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA (Decreto legge)
Il periodo di validità della Carta d’identità in formato cartaceo e della Carta d’identità elettronica viene prolungato da 5 a 10 anni. I Comuni hanno l’obbligo di informare i titolari della scadenza del loro documento.
9 INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (Decreto legge)
Al fine di ridurre i costi per l’approvvigionamento di combustibile da riscaldamento e di energia elettrica, le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate a stipulare convenzioni con la CONSIP o comunque ad acquistare tali prodotti a condizioni inferiori al prezzo di mercato.
10 LIMITAZIONE AL LAVORO FLESSIBILE (Decreto legge)
Con una modifica all’art. 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, viene limitato il ricorso a contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni, limitandoli a esigenze temporanee ed eccezionali. I dirigenti che violeranno tali norme subiranno adeguate sanzioni.
11 LOTTA ALLO SPRECO DI CARTA: GAZZETTA UFFICIALE SOLO ONLINE (Decreto legge)
Viene drasticamente ridotta la spesa per le pubblicazioni a diffusione gratuita e per i dipendenti di organi ed Enti pubblici si sostituisce l’abbonamento cartaceo alla Gazzetta ufficiale con quello telematico.
12 RIDUZIONE DELLE ASSENZE PER MALATTIA (Decreto legge)
Al fine di ridurre il fenomeno dell’assenza breve per malattia, vengono introdotte misure che riguardano sia il trattamento economico sia il controllo e la certificazione. In particolare, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza dovrà essere giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. Si potranno inoltre disporre visite di controllo dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 anche nei giorni festivi.
13 MAGGIORE CONTROLLO DELLA SPESA PER LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA (Decreto legge)
Viene introdotto un maggiore controllo sulla spesa per il personale derivante dai contratti integrativi. Le Pubbliche Amministrazioni dovranno rendicontare annualmente la spesa per la contrattazione integrativa e trasmetterla alla Corte dei Conti. Le relazioni saranno pubblicate sui siti del Ministero dell’Economia e della Funzione Pubblica.
14 AUMENTO DELLA MOBILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI (Decreto legge)
Vengono rafforzate le norme in materia di mobilità del personale. Diventa quindi più facile trasferire i dipendenti pubblici in caso di trasferimento delle funzioni. In caso di reiterato rifiuto (due volte in cinque anni) il dipendente sarà collocato in disponibilità ("cassa integrazione").
15 ASPETTATIVA PER I DIPENDENTI CHE DIVENTANO IMPRENDITORI (Decreto legge)
I dipendenti pubblici che intendono avviare un’attività professionale o imprenditoriale possono essere collocati in aspettativa senza assegni per un periodo massimo di 12 mesi, al fine di avviare attività professionali e imprenditoriali.
16 SCATTA IN TUTTA ITALIA L’"OPERAZIONE TRASPARENZA" (Disegno di legge)
Ogni Amministrazione pubblica ha l’obbligo di pubblicare sul proprio sito Internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei suoi dirigenti.
Dovranno essere pubblicati, distinti per singoli uffici, anche i tassi di assenza del personale.
17 DRASTICA SEMPLIFICAZIONE DEI BILANCI DEI COMUNI CON MENO DI 5.000
ABITANTI ( Disegno di legge)
18 TEMPI NEL PROCEDIMENTO: CHI RITARDA PAGA (Disegno di legge)
Viene introdotto l’obbligo di concludere il procedimento entro il termine di 30 giorni (contro i 90 stabiliti dalla normativa vigente). In caso di inosservanza dolosa o colposa, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a un indennizzo del danno cagionato, indipendentemente dalla spettanza del beneficio derivante dal provvedimento richiesto. La penale viene stabilita con apposito regolamento in misura fissa ed eventualmente progressiva, tenuto conto della rilevanza degli interessi coinvolti nel procedimento. Oltre a questo indennizzo a forfait il cittadino può chiedere alla Pubblica Amministrazione anche il risarcimento integrale del danno subìto, di cui deve però provare l’entità e la quantificazione. Il dirigente diventa un garante del rispetto dei termini massimi di conclusione del procedimento e quindi è personalmente responsabile davanti alla Corte
dei Conti delle ulteriori spese conseguenti alla mancata emanazione del provvedimento nei tempi previsti. In caso di grave e ripetuta inosservanza, rischia la retribuzione di risultato.
19 CONCORSI SOLO SULLA BASE DEL TERRITORIO (Disegno di legge)
Al fine di garantire un’adeguata copertura degli uffici delle Pubbliche Amministrazioni su tutto il territorio nazionale, eliminando le attuali disparità tra nord e sud del Paese, vengono introdotte misure volte a far sì che i posti messi a concorso siano individuati con riferimento alle sedi di servizio o agli ambiti regionali.
20 MOBILITÀ DELLE FUNZIONI E USO OTTIMALE DEGLI EDIFICI PUBBLICI (Disegno di legge)
Al fine di conseguire risparmi a vantaggio del bilancio dello Stato, si introduce la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di cedere l’esercizio temporaneo di funzioni ad altri soggetti pubblici o privati, nonché di consentire l’utilizzo dei propri edifici per lo svolgimento di attività diverse da quelle istituzionali.
21 DIFFUSIONE ONLINE DELLE BUONE PRASSI, DEI TEMPI MEDI DI PAGAMENTO E DELLA TRACCIABILITÀ DEL PROCEDIMENTO (Disegno di legge)
Al fine di consentire ai cittadini di conoscere i servizi offerti con livelli di qualità più elevata, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a pubblicare sul proprio sito Internet le migliori prassi realizzate nonché gli indicatori dei tempi medi di pagamento e dei tempi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi.
22 RIORGANIZZAZIONE DEL CNIPA, DEL FORMEZ E DELLA SSPA (Disegno di legge)
Vengono individuati i criteri direttivi per la riorganizzazione del CNIPA, del FORMEZ e della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, attraverso la riduzione della spesa e la ridefinizione della mission, delle competenze, degli organi e delle attività istituzionali.
23 NUOVE TUTELE DELL’UTENTE DEI SERVIZI PUBBLICI (Disegno di legge)
Nelle carte dei servizi dei soggetti pubblici o privati che erogano servizi pubblici vengono introdotti strumenti volti a promuovere la risoluzione non giurisdizionale delle controversie sorte con gli utenti.
24 MODIFICA DEL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE STATALE (Disegno di legge)
Il Governo viene delegato a modificare il Codice dell’amministrazione digitale, prevedendo forme sanzionatorie per le Pubbliche Amministrazioni che non ottemperino alle prescrizioni in materia di trasparenza e di utilizzo delle nuove tecnologie.
25 SVILUPPO DEL WIRELESS E CREAZIONE DI IMPRESE (Disegno di legge)
Viene consentito il riutilizzo dei fondi non impegnati per il finanziamento di progetti di sviluppo di reti di connettività (wireless) nonché per favorire la creazione di impresa promossa da giovani ricercatori nei settori innovativi.
26 VALUTAZIONE DEL PERSONALE (Disegno di legge delega)
Le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate a predisporre annualmente e a pubblicare su Internet gli indicatori di produttività e i misuratori della qualità del rendimento del loro personale. In questo modo sarà possibile confrontare la produttività delle diverse Pubbliche Amministrazioni
27 ORGANISMI DI CONTROLLO DELLA VALUTAZIONE (Disegno di legge delega)
I criteri di nomina dei nuclei di valutazione di ogni singola Amministrazione saranno riformati seguendo tre principi fondamentali: elevata professionalità dei componenti; estensione della valutazione a tutti i dipendenti; autonomia piena della valutazione
28 MERITO E PREMIALITÀ (Disegno di legge delega)
I premi non verranno più concessi a pioggia ma legati alla produttività, anche del singolo dipendente. Le progressioni economiche saranno conseguite solo attraverso prove selettive e non più anzianità. Le progressioni di carriera (giuridiche) potranno avvenire solo ed esclusivamente tramite concorso pubblico. Saranno inoltre premiati i dipendenti (dirigenti e non) coinvolti in progetti innovativi.
29 SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ (Disegno di legge delega)
Verranno semplificate le fasi dei procedimenti disciplinari. Sarà possibile licenziare il dipendente
sottoposto a un procedimento penale, anche prima di una sua eventuale condanna.
30 LOTTA AI FANNULLONI (Disegno di legge delega)
Sarà possibile licenziare il dipendente pubblico per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e per la presentazione di certificati medici falsi.
31 CHI ROMPE PAGA (Disegno di legge delega)
Il personale pubblico che arreca gravi danni al normale funzionamento degli uffici, per incompetenza professionale o inefficienza, potrà essere collocato a disposizione ("Cassa integrazione") oppure licenziato.
32 MEDICO MENDACE (Disegno di legge delega)
Potrà essere sanzionato o addirittura licenziato il medico dipendente pubblico che abbia concorso alla falsificazione di documenti attestanti lo stato di malattia o che abbia violato i canoni di ordinaria diligenza nell’accertamento della patologia.
33 RIFORMA DELLA DIRIGENZA (Disegno di legge delega)
La dirigenza avrà più autonomia (è previsto un accesso alla dirigenza generale di primo livello tramite concorso e non più per nomina politica) ma sarà anche più responsabile dei risultati ottenuti.
Il lavoro dei dirigenti verrà valutato anche in relazione alle risorse assegnate.
Il trattamento economico accessorio dovrà essere più legato ai risultati e dovrà essere differenziato in base ai risultati raggiunti. Le Pubbliche Amministrazioni non potranno erogare le retribuzioni di risultato nel caso in cui non abbiano provveduto all’adozione dei sistemi di valutazione.
34 RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA (Disegno di legge delega)
È prevista una regolamentazione con legge dell’organizzazione degli uffici. Tra l’altro la
contrattazione dovrà sottostare a un rigido rispetto dei vincoli di bilancio: dovranno esserci meno contratti di lavoro (attualmente una tornata contrattuale ne prevede più di 30) e il sistema contrattuale pubblico dovrà essere allineato a quello privato. È prevista anche una riforma dell’Aran (Agenzia per la Rappresentanza negoziale) che dovrà essere più autonoma, prevedendo un nuovo sistema di incompatibilità dei componenti dell’organo direttivo, ad esempio con cariche di rappresentanza sindacale.
Fonte Governo Italiano
Al fine di contenere la spesa, gli Enti pubblici non economici, inseriti nel conto economico consolidato dello Stato, con una dotazione organica inferiore alle 50 unità - nonché tutti gli altri entri pubblici non economici con dotazione organica superiore che non siano stati riconfermati o riordinati con le modalità previste dalla legge finanziaria per il 2008 - vengono soppressi e le relative funzioni vengono trasferite ai Ministeri vigilanti
2 CREAZIONE DELLE FONDAZIONI UNIVERSITARIE (Decreto legge)
Le Università possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. In questo modo graveranno di meno sul bilancio dello Stato e potranno ricevere donazioni da parte dei privati al fine di migliorare la qualità della didattica e della ricerca. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad esse connesse sono esenti da imposte e tasse. La norma sottolinea che non è ammessa la distribuzione di utili in qualsiasi forma e che eventuali proventi sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle Fondazioni. La trasformazione opera a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello dell’adozione della delibera.
3 CLASS ACTION CONTRO LA P.A. ( Decreto legge)
L’entrata in vigore della normativa sulla Class Action viene rinviata anche per estendere la sua efficacia alle Pubbliche Amministrazioni.
4 STOP ALLA PIOGGIA DI COLLABORAZIONI E CONSULENZE (Decreto legge)
Vengono introdotte disposizioni volte a razionalizzare e limitare l’utilizzo delle collaborazioni esterne e delle consulenze per le Pubbliche Amministrazioni.
5 CONTROLLI SEVERI SU INCOMPATIBILITÀ, CUMULO DI IMPIEGHI E INCARICHI (Decreto legge)
Vengono rafforzati i poteri dell’Ispettorato del Dipartimento della Funzione Pubblica in materia di controllo (in collaborazione con la Guardia di Finanza e altri servizi ispettivi) delle incompatibilità così come del cumulo di impieghi e incarichi.
6 NASCE IL "PIANO CASA" (Decreto legge)
Sulla base di accordi tra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali vengono semplificate e accelerate le procedure di cessione di tutti gli immobili di proprietà degli ex IACP agli attuali inquilini. Il prezzo di vendita sarà determinato sulla base del canone di locazione.
7 MISURAZIONE E RIDUZIONE DEGLI ONERI AMMINISTRATIVI (Decreto legge)
Ciascuna Pubblica Amministrazione è tenuta a misurare e ridurre (almeno del 25% entro il 2012) gli oneri amministrativi che gravano sui cittadini e sulle imprese. E’ inoltre previsto un meccanismo di delega che consentirà di tagliare gli oneri derivanti da previsioni di legge attraverso regolamenti delegificanti.
8 AUMENTA LA VALIDITÀ DELLA CARTA D’IDENTITÀ E DELLA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA (Decreto legge)
Il periodo di validità della Carta d’identità in formato cartaceo e della Carta d’identità elettronica viene prolungato da 5 a 10 anni. I Comuni hanno l’obbligo di informare i titolari della scadenza del loro documento.
9 INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (Decreto legge)
Al fine di ridurre i costi per l’approvvigionamento di combustibile da riscaldamento e di energia elettrica, le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate a stipulare convenzioni con la CONSIP o comunque ad acquistare tali prodotti a condizioni inferiori al prezzo di mercato.
10 LIMITAZIONE AL LAVORO FLESSIBILE (Decreto legge)
Con una modifica all’art. 36 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, viene limitato il ricorso a contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni, limitandoli a esigenze temporanee ed eccezionali. I dirigenti che violeranno tali norme subiranno adeguate sanzioni.
11 LOTTA ALLO SPRECO DI CARTA: GAZZETTA UFFICIALE SOLO ONLINE (Decreto legge)
Viene drasticamente ridotta la spesa per le pubblicazioni a diffusione gratuita e per i dipendenti di organi ed Enti pubblici si sostituisce l’abbonamento cartaceo alla Gazzetta ufficiale con quello telematico.
12 RIDUZIONE DELLE ASSENZE PER MALATTIA (Decreto legge)
Al fine di ridurre il fenomeno dell’assenza breve per malattia, vengono introdotte misure che riguardano sia il trattamento economico sia il controllo e la certificazione. In particolare, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza dovrà essere giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. Si potranno inoltre disporre visite di controllo dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 anche nei giorni festivi.
13 MAGGIORE CONTROLLO DELLA SPESA PER LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA (Decreto legge)
Viene introdotto un maggiore controllo sulla spesa per il personale derivante dai contratti integrativi. Le Pubbliche Amministrazioni dovranno rendicontare annualmente la spesa per la contrattazione integrativa e trasmetterla alla Corte dei Conti. Le relazioni saranno pubblicate sui siti del Ministero dell’Economia e della Funzione Pubblica.
14 AUMENTO DELLA MOBILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI (Decreto legge)
Vengono rafforzate le norme in materia di mobilità del personale. Diventa quindi più facile trasferire i dipendenti pubblici in caso di trasferimento delle funzioni. In caso di reiterato rifiuto (due volte in cinque anni) il dipendente sarà collocato in disponibilità ("cassa integrazione").
15 ASPETTATIVA PER I DIPENDENTI CHE DIVENTANO IMPRENDITORI (Decreto legge)
I dipendenti pubblici che intendono avviare un’attività professionale o imprenditoriale possono essere collocati in aspettativa senza assegni per un periodo massimo di 12 mesi, al fine di avviare attività professionali e imprenditoriali.
16 SCATTA IN TUTTA ITALIA L’"OPERAZIONE TRASPARENZA" (Disegno di legge)
Ogni Amministrazione pubblica ha l’obbligo di pubblicare sul proprio sito Internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei suoi dirigenti.
Dovranno essere pubblicati, distinti per singoli uffici, anche i tassi di assenza del personale.
17 DRASTICA SEMPLIFICAZIONE DEI BILANCI DEI COMUNI CON MENO DI 5.000
ABITANTI ( Disegno di legge)
18 TEMPI NEL PROCEDIMENTO: CHI RITARDA PAGA (Disegno di legge)
Viene introdotto l’obbligo di concludere il procedimento entro il termine di 30 giorni (contro i 90 stabiliti dalla normativa vigente). In caso di inosservanza dolosa o colposa, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a un indennizzo del danno cagionato, indipendentemente dalla spettanza del beneficio derivante dal provvedimento richiesto. La penale viene stabilita con apposito regolamento in misura fissa ed eventualmente progressiva, tenuto conto della rilevanza degli interessi coinvolti nel procedimento. Oltre a questo indennizzo a forfait il cittadino può chiedere alla Pubblica Amministrazione anche il risarcimento integrale del danno subìto, di cui deve però provare l’entità e la quantificazione. Il dirigente diventa un garante del rispetto dei termini massimi di conclusione del procedimento e quindi è personalmente responsabile davanti alla Corte
dei Conti delle ulteriori spese conseguenti alla mancata emanazione del provvedimento nei tempi previsti. In caso di grave e ripetuta inosservanza, rischia la retribuzione di risultato.
19 CONCORSI SOLO SULLA BASE DEL TERRITORIO (Disegno di legge)
Al fine di garantire un’adeguata copertura degli uffici delle Pubbliche Amministrazioni su tutto il territorio nazionale, eliminando le attuali disparità tra nord e sud del Paese, vengono introdotte misure volte a far sì che i posti messi a concorso siano individuati con riferimento alle sedi di servizio o agli ambiti regionali.
20 MOBILITÀ DELLE FUNZIONI E USO OTTIMALE DEGLI EDIFICI PUBBLICI (Disegno di legge)
Al fine di conseguire risparmi a vantaggio del bilancio dello Stato, si introduce la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di cedere l’esercizio temporaneo di funzioni ad altri soggetti pubblici o privati, nonché di consentire l’utilizzo dei propri edifici per lo svolgimento di attività diverse da quelle istituzionali.
21 DIFFUSIONE ONLINE DELLE BUONE PRASSI, DEI TEMPI MEDI DI PAGAMENTO E DELLA TRACCIABILITÀ DEL PROCEDIMENTO (Disegno di legge)
Al fine di consentire ai cittadini di conoscere i servizi offerti con livelli di qualità più elevata, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a pubblicare sul proprio sito Internet le migliori prassi realizzate nonché gli indicatori dei tempi medi di pagamento e dei tempi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi.
22 RIORGANIZZAZIONE DEL CNIPA, DEL FORMEZ E DELLA SSPA (Disegno di legge)
Vengono individuati i criteri direttivi per la riorganizzazione del CNIPA, del FORMEZ e della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, attraverso la riduzione della spesa e la ridefinizione della mission, delle competenze, degli organi e delle attività istituzionali.
23 NUOVE TUTELE DELL’UTENTE DEI SERVIZI PUBBLICI (Disegno di legge)
Nelle carte dei servizi dei soggetti pubblici o privati che erogano servizi pubblici vengono introdotti strumenti volti a promuovere la risoluzione non giurisdizionale delle controversie sorte con gli utenti.
24 MODIFICA DEL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE STATALE (Disegno di legge)
Il Governo viene delegato a modificare il Codice dell’amministrazione digitale, prevedendo forme sanzionatorie per le Pubbliche Amministrazioni che non ottemperino alle prescrizioni in materia di trasparenza e di utilizzo delle nuove tecnologie.
25 SVILUPPO DEL WIRELESS E CREAZIONE DI IMPRESE (Disegno di legge)
Viene consentito il riutilizzo dei fondi non impegnati per il finanziamento di progetti di sviluppo di reti di connettività (wireless) nonché per favorire la creazione di impresa promossa da giovani ricercatori nei settori innovativi.
26 VALUTAZIONE DEL PERSONALE (Disegno di legge delega)
Le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate a predisporre annualmente e a pubblicare su Internet gli indicatori di produttività e i misuratori della qualità del rendimento del loro personale. In questo modo sarà possibile confrontare la produttività delle diverse Pubbliche Amministrazioni
27 ORGANISMI DI CONTROLLO DELLA VALUTAZIONE (Disegno di legge delega)
I criteri di nomina dei nuclei di valutazione di ogni singola Amministrazione saranno riformati seguendo tre principi fondamentali: elevata professionalità dei componenti; estensione della valutazione a tutti i dipendenti; autonomia piena della valutazione
28 MERITO E PREMIALITÀ (Disegno di legge delega)
I premi non verranno più concessi a pioggia ma legati alla produttività, anche del singolo dipendente. Le progressioni economiche saranno conseguite solo attraverso prove selettive e non più anzianità. Le progressioni di carriera (giuridiche) potranno avvenire solo ed esclusivamente tramite concorso pubblico. Saranno inoltre premiati i dipendenti (dirigenti e non) coinvolti in progetti innovativi.
29 SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ (Disegno di legge delega)
Verranno semplificate le fasi dei procedimenti disciplinari. Sarà possibile licenziare il dipendente
sottoposto a un procedimento penale, anche prima di una sua eventuale condanna.
30 LOTTA AI FANNULLONI (Disegno di legge delega)
Sarà possibile licenziare il dipendente pubblico per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e per la presentazione di certificati medici falsi.
31 CHI ROMPE PAGA (Disegno di legge delega)
Il personale pubblico che arreca gravi danni al normale funzionamento degli uffici, per incompetenza professionale o inefficienza, potrà essere collocato a disposizione ("Cassa integrazione") oppure licenziato.
32 MEDICO MENDACE (Disegno di legge delega)
Potrà essere sanzionato o addirittura licenziato il medico dipendente pubblico che abbia concorso alla falsificazione di documenti attestanti lo stato di malattia o che abbia violato i canoni di ordinaria diligenza nell’accertamento della patologia.
33 RIFORMA DELLA DIRIGENZA (Disegno di legge delega)
La dirigenza avrà più autonomia (è previsto un accesso alla dirigenza generale di primo livello tramite concorso e non più per nomina politica) ma sarà anche più responsabile dei risultati ottenuti.
Il lavoro dei dirigenti verrà valutato anche in relazione alle risorse assegnate.
Il trattamento economico accessorio dovrà essere più legato ai risultati e dovrà essere differenziato in base ai risultati raggiunti. Le Pubbliche Amministrazioni non potranno erogare le retribuzioni di risultato nel caso in cui non abbiano provveduto all’adozione dei sistemi di valutazione.
34 RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA (Disegno di legge delega)
È prevista una regolamentazione con legge dell’organizzazione degli uffici. Tra l’altro la
contrattazione dovrà sottostare a un rigido rispetto dei vincoli di bilancio: dovranno esserci meno contratti di lavoro (attualmente una tornata contrattuale ne prevede più di 30) e il sistema contrattuale pubblico dovrà essere allineato a quello privato. È prevista anche una riforma dell’Aran (Agenzia per la Rappresentanza negoziale) che dovrà essere più autonoma, prevedendo un nuovo sistema di incompatibilità dei componenti dell’organo direttivo, ad esempio con cariche di rappresentanza sindacale.
Fonte Governo Italiano
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